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Sergio Ortu
7 novembre 2003
In pericolo le pinete della Riviera del Corallo
Tomicus destruens, sarebbe questo il nome scientifico del pericoloso parassita che sta distruggendo un consistente numero di alberi delle pinete di Punta Negra, Le Bombarde e Arenosu

Si tratterebbe di un piccolo artropode simile ad un microscopica blatta di dimensioni intorno ai 5 millimetri. Un animaletto ghiotto di floema, ossia della porzione del legno che costituisce l’apparato vascolare delle piante superiori. Attraverso un piccolo foro sul tronco questi parassiti s’introducono nelle piante crescono cibandosi di floema e una volta raggiunta la maturità sessuale si riproducono dando vita a numerosi individui che in breve tempo porteranno alla morte la pianta. Il fenomeno interessa le pinete della Riviera del Corallo nel comprensorio a nord della città già da alcuni anni, ma ancora non si è provveduto con un intervento di bonifica e prevenzione. Da alcune settimane ad occuparsi del problema limitatamente alla propria pertinenza è l’Ente Foreste Demaniali che sta provvedendo, con due squadre di operai, ad abbattere tutti gli alberi infestati nell’area di Punta Negra e Bombarde. L’intervento si dovrebbe concludere tra circa due mesi. Le piante già abbattute e bruciate in loco, così come prevede il protocollo, sono diverse decine ma il numero è purtroppo destinato a crescere. Si otterrà dunque una deforestazione consistente e prima di vedere altri alberi ci passerà diverso tempo. La piaga comunque, come detto, interessa anche la più vasta pineta dell’Arenosu che rientra nelle competenze dell’Ersat. “Qui le macchie di piante morte sfiora il 40% -commenta un tecnico forestale- sarebbero necessari immediati interventi di abbattimento e medicazione della foreste attraverso somministrazione aerea di fitofarmaci così come già avvenuto in altre località. Altrimenti si rischierà entro qualche anno la deforestazione di un patrimonio boschivo d’immenso valore ambientale”. Insomma se fino ad oggi le pinete dell’ormai Parco Naturale di Porto Conte e dei suoi immediati confini si sono salvati dal fuoco ora la loro vita è minacciata da un piccolo parassita che nel silenzio e apparente normalità sta portando a morte centinaia di piante. Sarebbe dunque opportuno che l’amministrazione comunale , Ente Parco si attivino nelle sedi opportune per la salvaguardia di un bene ambientale che per la Riviera del Corallo vale quanto le spiagge.
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