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Antonella Baldino
12 luglio 2016
L'opinione di Antonella Baldino
Un errore chiamato depuratore
L’errore fu ubicare il depuratore a San Marco e questo, per onestà intellettuale, va ammesso nonostante Tedde e i suoi seguaci ancora ne difendano la scelta. La responsabilità di tale decisione, e le criticità che ne sono derivate, vanno certamente attribuite a quella parte di amministrazione che ne fu protagonista e di cui l’ex sindaco, ora onorevole, è stato il primo attore. Non si può certo nascondere, perché è nell’evidenza dei fatti, che la scelta di San Marco per la realizzazione dell’impianto ha creato e continua a creare, da diversi anni, problemi ambientali e fenomeni negativi come la “marea gialla”, alla cui soluzione definitiva si potrà giungere solo con importanti interventi correttivi.
La soluzione, il cui costo si aggira intorno ai 12 milioni di euro, sarebbe quella di realizzare una nuova condotta per lo scarico a mare dei reflui non utilizzabili in agricoltura che altrimenti, esattamente come accade, vengono convogliati nel Rio Filibertu, e quindi nel Calik, provocando la “marea gialla” e il conseguente danno d’immagine per Alghero. Le recenti affermazioni dell’On. Tedde, in seguito all’accordo stipulato qualche giorno fa in Regione sull’utilizzo delle acque reflue in agricoltura così come già sperimentato nel 2011 quando le acque depurate venivano dirottate nelle condotte del Consorzio di Bonifica della Nurra evitando lo scarico nel Rio Filibertu (cosa avvenuta solo in parte), sono fuorvianti e tese a mistificare la realtà.
Come già detto e dimostrato, infatti, le acque reflue non sono adatte per l’agricoltura in quanto è impossibile l'adeguata miscelazione in condotta con le acque grezze e per superare il problema occorrerebbe realizzare un bacino di miscelazione oggi non esistente. A questo si aggiunge il fatto che l’agricoltura, comunque, può assorbire solo parzialmente, e per un periodo limitato a non più di 4 mesi, i reflui depurati, fatto che smentisce i progettisti e tutta l’amministrazione dell’allora sindaco Tedde che mostra, insieme a qualche sedicente esperto del suo partito, di non aver capito che quando si sbaglia bisogna avere il coraggio di ammetterlo, per non ripetere gli errori. Per conto nostro, forti delle esperienze pregresse, ci impegniamo fin d'ora a valutare con maggiore cura ed autonomia le decisioni che eventualmente saremo chiamati a prendere con altri compagni di viaggio.
*in rappresentanza dei Riformatori Sardi di Alghero
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