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Red 14 agosto 2018
Zone umide: 12milioni per l´Isola
Piano per le zone umide: programmati interventi per 12milioni di euro su Cagliari, Oristano ed il Sulcis. «Tutela e sviluppo, binomio vincente», sottolinea l´assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci


CAGLIARI - Dopo lo stanziamento delle risorse, l’individuazione degli interventi strategici. Il piano da 20milioni di euro per la valorizzazione e la tutela delle zone umide della Sardegna procede con la programmazione di 12milioni per tre delle sei zone su cui la Giunta ha ripartito il finanziamento Fondo di sviluppo e coesione dal Patto per la Sardegna, individuando interventi specifici e soggetti attuatori. Come proposto dall’assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci, sono stati programmati 6milioni per la zona idrografica Golfo di Oristano, 4milioni su Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada, 2milioni per Golfo di Palmas e Mare interno. A queste tre nuove programmazioni di fondi, va aggiunta quella dei 2milioni per la Gallura approvata a giugno. Complessivamente, dunque, sono stati programmati 14milioni su quattro delle sei zone umide della Sardegna (restano da programmare le risorse su Ogliastra ed Asinara e Nurra).

«Le zone umide sono una grande risorsa della Sardegna e vogliamo valorizzarle fortemente - dichiara Paci, ricordando che si tratta di uno degli interventi speciali all’interno della programmazione territoriale - Abbiamo messo a punto una politica complessiva per valorizzarle al meglio: di sicuro la tutela ambientale è prioritaria, ma non parliamo solo di quella, perché vogliamo potenziare le attività produttive delle zone umide, incentivare la nascita di attività turistiche e sportive, salvaguardare e tutelare la forza lavoro occupata nelle attività economiche e allo stesso tempo promuovere nuova e qualificata occupazione».

Negli scorsi mesi, è stato avviato uno specifico percorso di co-progettazione, guidato dall’Unità di progetto per la programmazione unitaria, con i territori interessati, per individuare gli interventi di valorizzazione in termini produttivi delle zone umide. Tutti gli interventi saranno attuati tramite delega delle risorse ai soggetti attuatori, sulla base di specifiche convenzioni con l’Amministrazione regionale. «È il principio alla base della nostra politica nei territori: ascoltarli, raccoglierne istanze e richieste, valutare le esigenze che emergono e, insieme, costruire un progetto che rispecchi le caratteristiche locali e dia risposte perfettamente calibrate», sottolinea il vicepresidente della Regione autonoma della Sardegna.

I territori oggetto di intervento (Golfo di Oristano; Golfo di Palmas e Mare interno; Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada; Ogliastra e VI-VII Sarrabus; Baronia e Gallura; Golfo dell’Asinara e Nurra) sono stati individuati dall’Università degli studi di Cagliari, a cui la Giunta regionale, nel maggio 2016, con la delibera che istituiva il Parco regionale delle zone umide dell’area metropolitana di Cagliari, aveva affidato la predisposizione dello studio di valorizzazione delle zone umide e lagunari della Sardegna. A novembre 2017, la Giunta ha stabilito la ripartizione delle risorse messa a punto dalla cabina di regia della programmazione unitaria. «I nostri obiettivi sono chiari: integrazione, tutela, gestione e valorizzazione dei beni ambientali comuni, con un uso efficiente delle risorse, per orientare l’economia in un’ottica di sostenibilità economica, ambientale e sociale. In questo percorso – conclude Raffaele Paci – contiamo molto sul lavoro delle associazioni e sui privati, il cui apporto e contributo sono fondamentali».

Nella foto: il vicepresidente regionale Raffaele Paci
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