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Enrico Muttoni
29 giugno 2019
L'opinione di Enrico Muttoni
Rete metano utile solo per la classe politica
Fervono i lavori per la posa della conduttura che porterà il metano ad Alghero. Naturalmente a fine giugno e su una delle due direttrici di traffico più congestionate. I nostri amministratori, infatti, sono assai solerti nel proporre all'opinione pubblica i motivi per una lamentela. Dando uno sguardo ai lavori, una delle riflessioni più ovvie è: a chi conviene, chi favorirà, quali facilitazioni darà quest'opera pubblica alla cittadinanza? Vista la pervicacia con cui la metanizzazione viene allestita in Sardegna, questi vantaggi devono essere molti ed evidenti. Ma la realtà dei fatti ci dice che la nostra regione, da sempre poco popolata, vive una gravissima crisi demografica, per uscire dalla quale servono almeno due generazioni, sempre che si creino le condizioni per farlo.
Quindi, si prepara un'infrastruttura per una clientela in forte contrazione, cosa che rallenterà non poco il rientro dei capitali investiti. Secondo una leggenda metropolitana, però, le industrie invocherebbero la presenza del metano come fonte energetica. L'unica azienda sarda (come collocazione) in cerca di energia è l'Eurallumina, e la vecchia Alsar (di cui non conosco l'attuale nome). Produrre l'alluminio usando il metano come fonte energetica (il 60percento del costo dell'alluminio è dato dall'elettricità) è pura follia, a meno di non riuscire a ribaltare i costi su un'utenza vasta ed ignara, e di nascosto alla Ce). La rete del metano, poi, non potrà mai raggiungere i centri abitati più periferici, dati i costi di costruzione delle linee. Questo già accade in non poche località del continente, dove i mezzi di informazione lasciano prefigurare l'esistenza di una rete estesa a tutto il territorio nazionale. Questo fatto impedirà la chiusura della distribuzione del gas in bombole, che servirà almeno per gli utenti più remoti: a caro prezzo. Ma le reti infrastrutturali sono tanto care all'utenza (per i prezzi) quanto alla politica: una rete infrastrutturale lega il cittadino ad un cordone ombelicale dal quale non si staccherà mai più. Perchè? Basta guardare con un minimo di attenzione una bolletta dell'acqua e dell'elettricità, e immaginare che quella del metano sarà verosimilmente molto simile. Chi legge le fatture può vedere come la voce consumi sia, per la piccola utenza, largamente minoritaria. Laddove le voci riguardanti i servizi imperversano: spese generali, dispacciamento, oneri di sistema, oltre all'Iva, naturalmente.
Più le maggiorazioni per i non residenti, o per le fasce orarie: quando è superfluo ricordare che i kilowatt, e i metri cubi di acqua o metano sono tra di loro tutti uguali. Ricordiamo che la Sardegna è una regione di seconde case, destinate ad aumentare con il decremento demografico. Una vera pacchia per chi dovrà bollettare consumi microscopici ma con spese di gestione dilatabili a piacere. In più, dove possibile, l'utenza viene tormentata dalla sedicente concorrenza: varie Società si propongono per forniture più convenienti. Quando nessuno di questi fornitore possiede giacimenti, navi, raffinerie, centrali elettriche e reti di distribuzione. Su quale voce possono farsi concorrenza? Conclusione: la rete del metano, nella situazione attuale è utile unicamente alla classe politica. Che può vantarsi di dare alla popolazione un'infrastruttura che i vertici politici nazionali gradiranno moltissimo; porterà la Regione a livelli di quelle più integrate e produttive; non inquinerà un ambiente che sta già benissimo così com'è ora; che potrà allestire un carrozzone amministrativo spacciandolo per impresa produttiva; che potrà taglieggiare l'utenza, ed infine garantire introiti ampi alla proprietà. Pensiamoci, quando in questi giorni imboccheremo la strada per l'aeroporto. Prima delle ferie, il tubo sarà posato, la traccia sarà colmata, il santo gabbato e la festa finita.
Enrico Muttoni
Commenti
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21:43
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