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Red 22 marzo 2021
«Punta Giglio battaglia strumentale»
«Il dubbio è che ci sia la volontà di cavalcare politicamente e strumentalmente, una battaglia, senza che molti sappiano, o facciano finta di non sapere, che tutto nasce proprio quando loro o i loro “riferimenti” erano al governo dello Stato, della Regione, del Comune e del Parco di Porto Conte», dichiara senza mezzi termini l'assessore comunale all'Urbanistica Emiliano Piras


ALGHERO – Punta Giglio sempre più al centro della querelle politica e ambientalistica ad Alghero. «Si fa un gran parlare in questi giorni del progetto del cosiddetto “rifugio di mare” nel compendio di Punta Giglio; un progetto che si sta realizzando a seguito del bando “Cammini e percorsi” promosso dal Mibact e, tra gli altri, dall’Agenzia del demanio, con il beneplacito anche delle associazioni ambientaliste a livello nazionale. Un percorso iniziato ad Alghero nel 2017 con la firma del protocollo d’intesa tra Comune, nella persona del sindaco Mario Bruno, e l’Agenzia del demanio». A intervenire è l'assessore comunale all'Urbanistica Emiliano Piras, che ricorda come «Il progetto, corredato da tutti i pareri, quelli inseriti nel procedimento ovviamente, degli organi competenti, è stato istruito dalla parte tecnica del Comune di Alghero, che, dopo una rimodulazione dello stesso, ne ha certificato la compatibilità urbanistica ed edilizia».

«Se da un lato i nobili intenti volti alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, seppur conditi da un retrogusto di “integralismo”, sono certamente legittimi, noi ci chiediamo invece, e su questo nutriamo forti dubbi, dove fossero i cittadini “illuminati” (alcuni addirittura impegnati in prima linea con quella Maggioranza); altri ora accecati da un’improvvisa voglia di visibilità, e le associazioni che in questo momento si stanno mobilitando, quando questo progetto stava prendendo forma. Il dubbio – spiega Piras - è che ci sia la volontà di cavalcare politicamente e strumentalmente, una battaglia, senza che molti sappiano, o facciano finta di non sapere, che tutto nasce proprio quando loro o i loro “riferimenti” erano al governo dello Stato, della Regione, del Comune e del Parco di Porto Conte. Sappiano i cittadini, che l’Amministrazione è sempre attenta sul rispetto delle norme, con un occhio anche verso la tutela dell’ambiente, senza però perdere di vista anche obiettivi che possano portare la città ed il territorio a migliorare l’offerta di servizi per godere della natura, anche attraverso investimenti che non siano necessariamente di natura pubblica».

«Se i rappresentanti del comitato, soprattutto i più “esperti”, avessero avuto la stessa solerzia anche nel passato, quando si è consumato il “sacco edilizio” della nostra città, nella pessima espansione a partire dagli Anni Sessanta, con la cacciata dell’architetto Simon Mossa e del suo piano, per far spazio a un freddo e poco lungimirante “programma di fabbricazione” prima e Prg poi, che hanno disegnato una città, oltre le mura storiche veramente deprimente, oggi probabilmente avremmo una città più vivibile; come non ricordare che alcune famiglie facoltose hanno sacrificato il magnifico patrimonio di ville liberty che caratterizzavano l’immediata zona “periurbana” del centro storico, o palazzoni in zone improbabili, in nome, li si, del dio mattone e della speculazione: un vero peccato mortale. In conclusione, così come è successo recentemente per l’ex Hotel Capo Caccia, l’Amministrazione metterà in atto tutte le azioni di sua competenza per vigilare affinché vengano rispettate le normative vigenti e le autorizzazioni ottenute per la realizzazione del progetto; così come esorta che nel dibattito, seppur legittimo e animato, non venga messo in dubbio, anche con illazioni poco edificanti, come invece si è letto in alcuni post sui social, il lavoro e la professionalità degli uffici e dei tecnici del Comune», conclude l'esponente della Giunta Conoci.

Nella foto: l'assessore comunale Emiliano Piras
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