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Cor 30 agosto 2021
Porto Torres, rischio incendi: ultimatum dei Barracelli
La sanzione varia da 50 a 300 euro secondo quanto previsto anche dal Piano regionale Antincendio. Un provvedimento adottato per evitare il propagarsi di incendi e al fine di risolvere un problema di salute pubblica


PORTO TORRES - Era scaduto lo scorso primo giugno il termine fissato dall'ordinanza emessa dal sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas per la pulizia dei terreni incolti e abbandonati, cortili e giardini, per la prevenzione del rischio incendi. Un avviso che non era stato rispettato da tutti, ed ora la compagnia barracellare guidata dal comandante pro tempore Gavino Cuccu lancia un ultimatum dichiarandosi pronta a fare scattare le sanzioni, se entro giovedì 2 settembre non verrà rispettata l’ordinanza sindacale.

«Invitiamo tutti proprietari della stradine interpoderali o vicinali in zona “Punta Lu Cappottu”, situate in entrambi i lati della strada provinciale 29, in direzione Platamona - avverte Cuccu - ad ottemperare immediatamente al provvedimento e, quindi, a pulire i terreni nell’area di competenza per una fascia di almeno un metro e mezzo di larghezza per tutta la lunghezza della recinzione».

La sanzione varia da 50 a 300 euro secondo quanto previsto anche dal Piano regionale Antincendio. Un provvedimento adottato per evitare il propagarsi di incendi e al fine di risolvere un problema di salute pubblica a seguito dei diversi roghi che hanno devastato l’Isola. Secondo l'ordinanza nell'area urbana e in periferia i proprietari, affittuari o comunque detentori a qualsiasi titolo di terreni, cortili, lotti edificabili, giardini e simili, devono procedere a una radicale pulizia dei terreni, con una particolare attenzione alle stoppie, erbacce, sterpaglie, rovi, fieno, materiale secco di qualsiasi natura e altri rifiuti infiammabili, e al loro conferimento in discarica nel rispetto della normativa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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