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S.A. 18:26
Allevatori bovini non sono ostaggio della Dermatite
Una linea chiara e perentoria quella di Coldiretti, ribadita nel corso del tavolo regionale, per evitare che gli allevatori bovini vengano ancora una volta messi in ginocchio da un blocco generalizzato


CAGLIARI - Far partire subito in maniera capillare e immediata la campagna di vaccinazione contro la dermatite bovina, ma allo stesso tempo non si può permettere che un’intera regione resti ferma. Ecco perché Coldiretti Sardegna chiede con forza alle istituzioni lo sblocco immediato delle movimentazioni nelle zone non colpite dal virus. Una linea chiara e perentoria, ribadita nel corso del tavolo regionale, per evitare che gli allevatori bovini vengano ancora una volta messi in ginocchio da un blocco generalizzato. Coldiretti, che ha sempre collaborato con le istituzioni sanitarie e intende continuare a farlo, ribadisce infatti che solo attraverso una piena sinergia tra tutti i soggetti coinvolti sarà possibile uscire da questa emergenza.

Da un lato, dunque, il via libera alla profilassi vaccinale, con l’apprezzamento per la rapidità con cui la Regione si è attivata annunciando l’arrivo delle dosi necessarie a contrastare la diffusione della malattia. Dall’altro, però, la necessità inderogabile di distinguere tra aree colpite e aree indenni, consentendo a queste ultime di continuare a operare senza restrizioni che rischiano di compromettere l’intero comparto. Al tavolo regionale erano presenti i vertici di Coldiretti Sardegna, con il direttore regionale Luca Saba, insieme ai direttori territoriali Giuseppe Casu (Cagliari) e Alessandro Serra (Nuoro-Ogliastra) e al presidente Coldiretti Nord Sardegna, Antonello Fois, che hanno condiviso la linea dell’organizzazione chiedendo interventi immediati e mirati.

«Bene l’arrivo delle dosi di vaccino e apprezziamo la celerità con cui la Regione si è attivata – sottolinea il presidente Battista Cualbu – ma ora è fondamentale che la profilassi vaccinale parta subito e in maniera capillare, mettendo gli allevatori nelle condizioni di proteggere i propri capi e contenere la diffusione del virus». Accanto a questo, Coldiretti ribadisce con fermezza la necessità di evitare un blocco indiscriminato: «Non si può tenere un’intera regione ostaggio della dermatite bovina – aggiunge il direttore Luca Saba – è indispensabile sbloccare immediatamente le movimentazioni nelle zone indenni, consentendo alle aziende di continuare a lavorare. Gli allevatori non possono permettersi un secondo stop come quello vissuto nella precedente epidemia, che ha causato danni enormi e tempi lunghissimi di fermo. Abbiamo sempre collaborato con le istituzioni sanitarie e vogliamo continuare a farlo, perché riteniamo che questo sia l’unico modo per uscire dalla malattia e restituire certezze al comparto». Una posizione netta, sostenuta anche da una fase di mercato particolarmente favorevole per il comparto bovino: ogni giorno di blocco pesa in maniera significativa sui bilanci delle aziende, facendo perdere opportunità commerciali e redditività.
Coldiretti sottolinea inoltre il grande senso di responsabilità dimostrato dagli allevatori, che stanno collaborando attivamente anche nelle operazioni più complesse, come gli abbattimenti dei capi infetti, insieme all’impegno costante dei servizi veterinari sul territorio.
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