Oristano News
Notizie    Video   
NOTIZIE
Oristano News su YouTube Oristano News su Facebook Oristano News su Twitter
Oristano NewsnotiziealgheroCronacaAgricoltura › 30 milioni persi nella Nurra. «Priorità sistemare le reti idriche»
S.A. 15:12
30 milioni persi nella Nurra
«Priorità sistemare le reti idriche»
A pesare come un macigno è un dato su tutti: oltre il 51% dell’acqua disponibile si perde lungo una rete colabrodo, trasformando l’emergenza climatica in una crisi strutturale. E´ ciò che è emerso oggi nel dibattito promosso dalla Coldiretti a Sassari


SASSARI - La grande sete della Sardegna, alimentata dalla siccità ma soprattutto dalle gravi inefficienze del sistema idrico regionale, costa ogni anno decine di milioni di euro all’agricoltura e all’allevamento dell’Isola. A pesare come un macigno è un dato su tutti: oltre il 51% dell’acqua disponibile si perde lungo una rete colabrodo, trasformando l’emergenza climatica in una crisi strutturale. Un’emorragia economica che nel 2025 ha colpito in maniera particolare, il Nord Sardegna e che trova un simbolo nella Nurra, l’area più colpita dalla sete nell’ultimo anno, dove le perdite superano i 30 milioni di euro solo nel 2025 a cui si aggiungono ulteriori 10 milioni dell'indotto. La siccità non è più un evento straordinario ma rappresenta una piaga costante e quantificabile considerato che vale l’80% del valore economico dei danni delle calamità naturali, tra effetti del cambiamento climatico e della cattiva gestione della risorsa idrica.

È questo il quadro emerso a Sassari, nel secondo incontro territoriale del percorso promosso da Coldiretti in un ciclo di confronti nei territori che sta facendo emergere con forza criticità ormai non più rinviabili e la necessità di scelte strutturali. Emblematico, in questo senso, il caso della Nurra dove si contano perdite per 30 milioni di euro, tra produzioni perse e colture mai messe a dimora a causa delle restrizioni sull’uso dell’acqua. Qui si aggiungono altri 10 milioni dell’indotto. Numeri che raccontano una situazione senza precedenti: 940 ettari di mais non sono stati coltivati: nessuna semina è stata possibile; dei 700 ettari di erba medica-foraggera, il 70% è andato perso; sui 1.150 ettari di vigneto si registra una perdita del 30% della produzione; sull’olivicoltura, 50% di produzione in meno su 350 ettari coltivati; le ortive, normalmente estese su 600 ettari, sono state azzerate; tra carciofo e frutteti, su 220 ettari, il 40% delle produzioni è stato perso.

Sotto la lente di ingrandimento di Coldiretti Nord Sardegna c’è la dispersione delle reti che pesa come una condanna. Ridurre drasticamente – o addirittura azzerare – questa percentuale significherebbe superare gran parte delle criticità legate alla siccità, abbattendo i danni economici e riducendo drasticamente anche il ricorso ai ristori pubblici. «La priorità assoluta è mettere mano alle reti idriche – sottolinea il presidente di Coldiretti Nord Sardegna, Antonello Fois – perché non è accettabile continuare a perdere metà dell’acqua disponibile mentre agricoltori e allevatori sono costretti a rinunciare alle produzioni». Nel Nord Sardegna, prosegue Fois «la situazione è diventata insostenibile. La Nurra è il simbolo di una crisi che riguarda tutta l’Isola. Le imprese stanno pagando un prezzo altissimo e la Regione deve dare una risposta immediata, non più rinviabile. Serve una programmazione forte, strutturata, che metta al centro gli investimenti sulle reti e la gestione della risorsa - continua - altrimenti si continua a incidere sempre di più sulla tenuta delle imprese, sulla fiducia dei giovani agricoltori e sulla permanenza delle famiglie nei territori rurali, alimentando spopolamento e una crescente richiesta di interventi pubblici».

Sulla stessa linea il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Marco Locci, che rimarca come il risparmio idrico sia direttamente collegato alla competitività delle aziende. «Ogni metro cubo d’acqua risparmiato – spiega – è nuovo reddito per le imprese agricole. Ogni giorno di ritardo sulla risoluzione del problema significa veder chiudere qualche azienda o vedere un giovane perdere la speranza di restare nel comparto o investirci. Senza agricoltura i territori si desertificano». Locci sottolinea anche i sacrifici affrontati dagli agricoltori nel 2025: «Alle aziende è stato chiesto di scegliere quali colture salvare e quali sacrificare. Una decisione drammatica, che ha fatto calare la produzione di cibo, fondamentale non solo per il consumo interno ma anche per le esportazioni».

A rendere ancora più critico il quadro sono i livelli degli invasi. Nel Nord Sardegna ci sono solo 30 milioni di metri cubi; in Baronia si assiste allo sversamento a mare di alcuni invasi importanti per via di lavori in atto, nel Sulcis si è in continua sofferenza. Nello specifico solo nel Nord Sardegna, sottolinea Coldiretti, si contano: Nel Temo: 22,3 milioni di metri cubi su una capienza di 77,6; Cuga: appena 5 milioni su 20,4 potenziali; Bidighinzu: 2,1 milioni su 10,9. Numeri che spiegano perché, oggi, fare agricoltura in questi territori significhi lavorare in condizioni di emergenza permanente. All’appuntamento a Sassari sono presenti tutti i presidenti e amministratori dei Consorzi di bonifica della Sardegna e dai vertici di Anbi regionale. Per Gavino Zirattu «quello che succede nel Nord Sardegna quest’anno, in particolare nella Nurra, non è un episodio sporadico ma una costante e rappresenta lo spaccato di tutta la Sardegna - dice il presidente Anbi - Ci sono tre cose da fare immediatamente, lavorare su manutenzione delle reti e sui contattori; completare le interconnessioni tra i bacini e analizzare il territorio per capire se si ha necessità di fare invasi. Senza le dighe in Sardegna non avremmo avuto acqua». «Siamo di fronte a una vera e propria guerra tra poveri – concludono Fois e Locci – tra uso idropotabile, agricoltura e altri settori come il turismo. Una battaglia che il mondo agricolo perde sempre, perché resta senza la risorsa primaria». Eppure, sottolinea Coldiretti, agli agricoltori vengono chiesti continui sacrifici: investimenti in impianti a goccia, tecnologie di risparmio idrico, contatori, innovazioni per ridurre gli sprechi. Da qui il rilancio di una richiesta netta: un piano strategico per la gestione delle acque, che guardi al modello dei consorzi di bonifica, realtà che hanno dimostrato di saper gestire in modo efficiente il sistema, con la guida diretta degli agricoltori.
Commenti
14/1/2026
Milioni di euro impantanati e lontani dalle aziende, in particolare dai giovani agricoltori, che dovrebbero rappresentare il futuro del comparto. È da questa fotografia, tutt’altro che rassicurante, che è partito da Oristano il primo dei quattro incontri territoriali promossi da Coldiretti per fare il punto sulle criticità che continuano a frenare i settori agrozootecnici dell’Isola



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)