Attorno a un volume di Nadia Rondella, un omaggio a un poliedrico intellettuale, figura di spicco della cultura della Sardegna. Appuntamento venerdì 27 marzo
SASSARI - A Sassari il 27 marzo, alle ore 18, un omaggio a una figura di assoluto rilievo nella storia culturale della Sardegna come Antonio Simon Mossa, intellettuale versato in molteplici campi espressivi, dalla letteratura alla pittura, dall’architettura alla poesia, nonché ideologo ed esponente di spicco dell’autonomismo e indipendentismo sardo. L'omaggio è incentrato sulla presentazione del volume di Nadia Rondella, "Antonio Simon Mossa e il cinema", in cui si mettono in luce altri aspetti, poco conosciuti e pochissimo indagati, della sua poliedrica carriera come l'amore giovanile per il cinema: una passione nata a Firenze, negli anni della sua formazione universitaria, per cui si è cimentato come critico cinematografico, soggettista, sceneggiatore e regista, lavorando anche alla realizzazione di cinegiornali e film sperimentali e di soggetti e sceneggiature.
Attività che confluirà poi nell’opera “Praxis und Kino”, manuale di tecnica cinematografica unico nel suo genere, fino a lavorare come aiuto regista del film di propaganda “Bengasi” per culminare successivamente nella collaborazione alla realizzazione del film “Proibito” di Mario Monicelli, tratto dal romanzo di Grazia Deledda “La madre”. Una precoce ma prolungata esperienza nel mondo del cinema, la sua, finora mai emersa negli studi dedicati alla sua articolata attività, che Nadia Rondello ha ricostruito per la prima volta attraverso un rigoroso scavo in migliaia di carte inedite che, tra diari, lettere, soggetti, sceneggiature, bozzetti e note di regia, sono ora conservate presso la Cineteca Sarda Società Umanitaria: materiali ricchissimi che hanno permesso di riscrivere una pagina importante della storia del cinema nonché momenti significativi della cultura della Sardegna. Di pagina in pagina, prendono così vita e si animano le tensioni e le aspirazioni, le ambizioni e i sentimenti di tantissimi altri giovani di quegli anni, travolti dalla stessa passione per il cinematografo che era di un’intera generazione.
Non a caso, l’esperienza e le attività del giovane Mossa si incrocia con quella di due altri sardi illustri, Fiorenzo Serra e Arturo Usai, autori di un cinema che sentirà il dovere di raccontare la propria terra “da dentro”, oltre ogni rappresentazione esotica o folkloristica. Promosso dalla Società Umanitaria-Cineteca Sarda, la presentazione del volume si terrà venerdì 27 marzo, alle 18, a Sassari, nella sede della Fondazione di Sardegna (via Carlo Alberto 7), con la partecipazione di Giacomo Spissu (Presidente della Fondazione di Sardegna), Giuseppe Mascia (Sindaco di Sassari), Paolo Serra (Direttore regionale Società Umanitaria) e con gli interventi diAlessandra Sento (Direttrice Società Umanitaria Alghero), del giornalista Costantino Cossu e di Pietro Simon (Archivio Simon Mossa), che ne discuteranno con l’autrice, Nadia Rondella.
L’incontro sarà chiuso con la proiezione del cortometraggio che Antonello Carboni ha dedicato a Simon Mossa. Il volume di Nadia Rondello ha inaugurato, per l’editore Squilibri, la collana “Quaderni della Cineteca Sarda-Società Umanitaria”, proseguita con la nuova edizione della monografia di Gianni Olla, Fiorenzo Serra regista, a cura di Antonello Zanda e Sergio Naitza. Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Sassari, Nadia Rondello lavora nel settore dell’audiovisivo al Centro Servizi Culturali Alghero della Società Umanitaria e ha all’attivo saggi su figure e momenti emblematici del cinema italiano.
Nella foto: Antonio Simon Mossa nel set di Bengasi
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