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Cor 11:58
«Posidonia a San Marco, troppa lentezza»
Strigliata dell´ex sindaco di Alghero, Mario Conoci, per i ritardi con cui si portano avanti i lavori per la realizzazione dell´impianto di trattamento della posidonia a San Marco. «La presenza negli organi decisionali deve tradursi in risultati concreti come avvenuto in passato»


ALGHERO - «In merito allo stato di avanzamento dell’impianto di trattamento della posidonia e delle terre da spazzamento, in fase di realizzazione nell’area industriale San Marco da parte del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari e di fondamentale interesse per il territorio di Alghero, ritengo doveroso esprimere alcune considerazioni. La conclusione di quest’opera rappresenta da sempre un obiettivo strategico che avrebbe meritato maggiore determinazione e soprattutto maggiore rapidità. In questi giorni si è dato risalto alla presenza di due rappresentanti algheresi nel Consiglio di amministrazione del Consorzio Industriale, come se si trattasse di un fatto nuovo. È bene chiarire che non lo è: anche durante la mia amministrazione, così come in precedenza, erano presenti due rappresentanti algheresi, il sottoscritto e il commissario straordinario della Provincia di Sassari Fois, e successivamente altri rappresentanti algheresi indicati dal Comune di Alghero e dalla Provincia».

Ad intervenire su un tema decisamente scottante ad Alghero è Mario Conoci, già sindaco ad Alghero fino al 2024 e attore principale per il reperimento dei fondi per la realizzazione dell'impianto di San Marco, insieme all'ex Cda del Consorzio indrustriale. «Ed è proprio grazie a quella presenza e a una forte volontà politica e istituzionale da parte di tutto il cda e delle amministrazioni interessate - sottolinea - che si è arrivati alla decisione di realizzare questo impianto ad Alghero, inizialmente finanziato, con 5 milioni di euro, direttamente dal consorzio e successivamente, grazie alla vincita di un bando, attraverso fondi del PNRR. Oggi, tuttavia, si registra un evidente lentezza. Si parla di un imminente collaudo dell’impianto, pare la prossima settimana, nonostante la struttura risulti completata già dallo scorso luglio. È importante che non si confonda il collaudo, che certamente verrà ampiamente comunicato, con la reale conclusione dell’opera, poiché risultano ancora incomplete parti essenziali, come le aree destinate al deposito della posidonia prima del trattamento, senza le quali l’impianto non potrà operare».

«Si tratta di opere, appunto, di completamento che, a distanza di mesi, avrebbero potuto essere già ultimate. È legittimo ritenere che una maggiore incisività da parte degli attuali rappresentanti algheresi nel Consiglio di amministrazione e del comune stesso, avrebbe potuto accelerare questo processo. Va inoltre ricordato che l’attuale amministrazione è in carica di fatto già da due anni. Nei primi due anni della mia amministrazione, invece, ci siamo trovati a operare in un contesto estremamente complesso, segnato dall’emergenza Covid, che ha inevitabilmente rallentato attività e procedimenti su tutti i fronti. Una condizione straordinaria che, fortunatamente, non ha interessato l’attuale amministrazione e che avrebbe potuto portare ad una accelerazione per tutte le opere in corso» chiarisce Mario Conoci.

«Nonostante ciò, oggi ci troviamo ancora in una fase incompleta di un’opera che dovrebbe già essere pienamente operativa. Era infatti auspicabile che già da quest’anno si potesse evitare il trasferimento della posidonia verso l’altro impianto del sud Sardegna con i costi economici ed ambientali che questo comporta, e utilizzare invece la struttura locale, riducendo gli accumuli lungo il litorale — in particolare nella zona della passeggiata Garibaldi — e garantendo una gestione più efficiente e sostenibile. L’impianto rappresenta una risorsa fondamentale non solo per Alghero, ma per l’intero nord Sardegna: può generare occupazione, sviluppo economico e offrire una soluzione concreta a un problema ambientale ed economico rilevante. Per questo motivo, ritengo necessario ribadire che la presenza negli organi decisionali deve tradursi in risultati concreti. In passato è stato così, e questo impianto ne è la prova. Oggi è indispensabile completare il percorso» conclude Mario Conoci.

Foto d'archivio
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