Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo interviene dopo lo stop al provvedimento in Commissione parlamentare della proposta dell´onorevole Paola Maria Chiesta di Fratelli d´Italia sulle servitù militari
CAGLIARI – «Il ritiro della proposta di legge sulle servitù militari è una vittoria importante per la Sardegna: abbiamo stanato l’ennesimo tentativo di ridimensionare il ruolo della Regione su ambiente e territorio». Così il consigliere regionale Valdo Di Nolfo interviene dopo lo stop al provvedimento in Commissione parlamentare della proposta dell'onorevole Paola Maria Chiesta di Fratelli d'Italia. «Già nel maggio 2025 avevamo denunciato con forza il rischio di sottrarre alla Sardegna ogni controllo su queste aree -ricorda l'onorevole Di Nolfo-. Oggi è evidente che la battaglia alla politica neocolonialista meloniana è doverosa e incessante: il provvedimento voleva per l’ennesima volta togliere alla Sardegna strumenti di controllo fondamentali proprio su territori che già oggi sopportano il peso più alto di servitù militari in Italia con il 66% totale pagando un prezzo altissimo in termini ambientali, economici e sociali».
«Attenzione però: questa è un risultato ma non un punto di arrivo – spiega–. Il rischio di nuovi attacchi esiste e non possiamo permetterci di farci trovare impreparati: per questo ora è necessario mettere in discussione il sistema, in modo che lo Stato non abbia gli strumenti per decidere sulle nostre terre calando le decisioni dall’alto. Pensare di ridurre ulteriormente il ruolo della Regione significa trasformare definitivamente la nostra terra in un’area di sacrificio permanente e colonia dello Stato. Difendere la Sardegna significa non abbassare mai la guardia come abbiamo imparato nelle tante battaglie popolari portate avanti per tutelare la nostra Isola».
Battaglie che richiedono una risposta compatta secondo il consigliere regionale algherese: «Difendere l’autonomia speciale della Sardegna significa difendere il diritto dei sardi a decidere della propria terra, del proprio ambiente e della propria salute. Qui non dovrebbero esistere maggioranze o opposizioni: esiste la Sardegna. La convergenza che si è creata su questo tema è un segnale importante che va riconosciuto, partendo dal basso fino ad arrivare alle istituzioni». L’onorevole Di Nolfo conclude con un «ringraziamento doveroso a chi da sempre in piazza tiene alta l’attenzione sul tema delle servitù militari: l’impegno di queste donne e questi uomini ci ha portato fino a qui, adesso è il momento di rivedere un sistema che limita la nostra autonomia e le decisioni sui nostri territori».
Nella foto: Valdo Di Nolfo
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