Mercoledì 6 maggio ricorre l’83° anniversario dell´affondamento dell´Onda, il peschereccio colpito nel 1943 dalle cannonate di un sommergibile inglese al largo dell´Asinara dopo essere salpato da Porto Torres con il compito di rifornire di pescato la città e il territorio in tempo di guerra
PORTO TORRES - Dei 9 “eroi semplici” a bordo si salvarono soltanto in due gettandosi a mare. Eppure, qualche giorno prima, avevano segnalato la presenza di un sottomarino nemico nelle acque del Golfo. Il racconto dell'avvistamento non venne ritenuto attendibile e l’equipaggio fu costretto comunque a prendere il largo andando incontro a un tragico destino.
L’amministrazione comunale, ogni anno, ricorda quel triste giorno con una cerimonia a cui prenderanno parte le autorità civili, militari e religiose del territorio, le Associazioni combattentistiche e d’arma, le Associazioni Civili locali e le famiglie dei Caduti.
La commemorazione prenderà il via alle 10:30.
Dopo il raduno in Piazza Eroi dell’Onda (nota anche come Piazza della Renaredda) sarà deposta una corona d’alloro ai piedi della palina segnaletica che riporta i nomi delle vittime. Sarà poi la volta del momento di raccoglimento sulle note del “Silenzio” a cui seguirà l'intervento di Cristina Valente, pronipote di Ciro Valente, uno dei marinai deceduti nell’affondamento. I nove marinai dell’“Onda” erano: Emilio Acciaro (marinaio), Paolo Bancalà (marinaio), Salvatore Fois (marinaio), Giuseppe Sandolo (comandante), Antonio Striano (pratico di bordo), Ciro Valente (marinaio), Michele Zeno (capo pesca), Antonio Gavino Sanna (fuochista) e Giovanni Esposito (fuochista).
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