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S.A. 17:03
16 ettari in Borgata ma il Canile resta al palo
L’ex sindaco di Alghero Mario Conoci commenta la recente acquisizione dei terreni in borgata da parte del Comune di Alghero e riporta l’attenzione su un’altra acquisizione annunciata ma non conclusa, quella del Canile


ALGHERO - «L’operazione che ha portato il Comune di Alghero ad acquisire i 16 ettari di terreno di Santa Maria La Palma consiste sostanzialmente nel trasferimento di un bene pubblico dalla Regione al Comune. Un’operazione che incrementa certamente il patrimonio comunale, ma resa possibile grazie a risorse regionali e non attraverso un investimento del bilancio dell’ente. Proprio per questo l’enfasi con cui è stata presentata mi è apparsa eccessiva. Del resto, la linearità dell’operazione è stata confermata anche dal voto favorevole espresso in Consiglio comunale non solo dalla maggioranza ma anche dall’opposizione presente in aula». Così l’ex sindaco di Alghero Mario Conoci,commenta la recente acquisizione dei terreni in borgata da parte del Comune di Alghero. Sui 16 ettari, tra le altre cose, Conoci si augura che il futuro utilizzo dell’area non si limiti a fungere da fascia tagliafuoco a protezione della borgata di Santa Maria La Palma.

«La prevenzione degli incendi è infatti un obbligo che grava su qualsiasi proprietario di terreni, pubblico o privato che sia, come ben sanno i cittadini delle borgate e tutti coloro che ogni anno sono chiamati a rispettare le prescrizioni dell’ordinanza antincendi». Tuttavia, l’attenzione dell’ex primo cittadino ritorna su un’altra acquisizione, quella del Canile, tutt’altro che risolta. «Ciò che più mi ha colpito, però, è un’altra coincidenza: quei 16 ettari corrispondono quasi esattamente all’estensione dell’area che oggi ospita il canile comunale - evidenzia Conoci -. Ed è qui che il confronto diventa inevitabile. Da una parte un terreno pubblico trasferito gratuitamente al Comune; dall’altra un’area che ospita un servizio essenziale per Alghero e per il territorio, che attende ancora di essere acquisita nonostante gli impegni pubblicamente assunti dall’amministrazione e la straordinaria mobilitazione di migliaia di cittadini che hanno chiesto di mettere definitivamente al sicuro il futuro del canile».

Di più: «A rendere ancora più urgente una decisione definitiva vi è anche l’approssimarsi della scadenza del rapporto di gestione con l’associazione DNA Randagio, che da anni cura la struttura con professionalità e dedizione. È necessario che l’amministrazione si attivi per tempo affinché venga garantita la continuità del servizio e siano fornite certezze sia ai gestori sia ai volontari che quotidianamente operano all’interno del canile». E conclude: «Credo che sia arrivato il momento di chiudere questa partita. Le valutazioni necessarie hanno avuto tutto il tempo per essere svolte e oggi la città attende una decisione concreta. Se è stata giustamente valorizzata l’acquisizione di un bene che passa da un ente pubblico a un altro, a maggior ragione meriterà attenzione e soddisfazione l’acquisto dell’area del canile, che richiederà invece una precisa scelta politica e un investimento di risorse comunali per tutelare una struttura alla quale Alghero è profondamente legata. Quella sì sarebbe una decisione capace di lasciare un segno concreto e duraturo per la città».
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