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Cor 12:09
Usi civili, comune diffidato
Di seguito la posizione dell’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco APS in merito ai recenti sviluppi sulla gestione delle terre civiche e del patrimonio pubblico ad Alghero


ALGHERO - «Abbiamo letto con interesse la riflessione dell’Assessore alle Finanze e al Demanio sull’Alghero dei prossimi decenni. È una visione ambiziosa: ricerca, imprese, università, famiglie, scuola, agricoltura, ambiente, sport, patrimonio pubblico, innovazione e qualità della vita dovrebbero diventare parti di una stessa strategia. Non abbiamo difficoltà a condividere l’obiettivo. Anzi, proprio perché prendiamo sul serio questa idea di futuro, riteniamo necessario porre una domanda: su quale conoscenza del territorio e del patrimonio pubblico stiamo costruendo questa nuova Alghero? Perché la programmazione strategica non comincia dai finanziamenti, dai progetti o dai cantieri. Comincia dalla conoscenza. Conoscere significa sapere quali beni appartengono al patrimonio pubblico, quale sia il loro regime giuridico, quale sia la loro storia, quali siano i vincoli che li riguardano e quali procedure siano state seguite nel tempo per modificarne la destinazione o il regime. La questione diventa ancora più importante quando parliamo di terre civiche, che non sono semplicemente immobili comunali da valorizzare, ma beni caratterizzati da una particolare funzione e disciplina.

Non lo diciamo soltanto noi. Il TAR Sardegna, nella sentenza n. 683/2024, ha respinto il ricorso del Comune di Alghero contro la Regione nella vicenda relativa al Piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche. Il Tribunale ha ritenuto legittime le richieste istruttorie della Regione e ha evidenziato la necessità di un’istruttoria completa e precisa, anche in ragione della complessa evoluzione storica e giuridica delle aree. Ma c’è un passaggio che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore la qualità dell’amministrazione pubblica. Il TAR ha rilevato che il Piano comunale era stato predisposto senza accertare compiutamente la corrispondenza delle terre civiche allo stato di fatto e di diritto attuale, ritenendo tale verifica un presupposto fondamentale per l’approvazione del Piano.

Ed è proprio in questo contesto che si colloca l’azione formale della nostra Associazione. Già in data 3 agosto 2026 abbiamo presentato una formale richiesta di accesso agli atti per poter conoscere gli allegati alla deliberazione comunale n. 61, richiamati dall’atto stesso come sue parti integranti e sostanziali: la relazione tecnica, la tabella riepilogativa e le sette tavole cartografiche. Si tratta di documentazione depositata presso il Servizio Demanio e Patrimonio, ma incredibilmente non pubblicata sull’Albo Pretorio insieme alla deliberazione. Ad oggi, le nostre richieste sono rimaste senza risposta, avvolte dal silenzio degli uffici. Per questa ragione, ci apprestiamo a inviare un formale sollecito e una diffida tramite Accesso Civico Generalizzato, indirizzata anche alla Segretaria Generale in qualità di Responsabile della Trasparenza. Chiediamo che le mappe siano rese immediatamente pubbliche e che i termini per le osservazioni dei cittadini siano congelati e fatti ripartire solo dal momento della reale ed effettiva trasparenza delle carte.

Perché vogliamo conoscere questi documenti? Non per una curiosità burocratica. Perché se il patrimonio pubblico è uno dei pilastri della nuova strategia di sviluppo di Alghero, i cittadini devono poter conoscere esattamente quale patrimonio viene amministrato, con quale ricostruzione documentale e sulla base di quali presupposti giuridici e territoriali. Ed è qui che la domanda diventa inevitabile: come possiamo programmare il futuro di un patrimonio che non siamo ancora messi nelle condizioni di conoscere integralmente Riteniamo siano domande di buona amministrazione. L’Assessore scrive che "la programmazione strategica è fatta da persone, prima ancora che opere". Siamo d’accordo. Ma aggiungiamo una cosa: la buona amministrazione è fatta anche di conoscenza, istruttorie, documenti, competenze, trasparenza e responsabilità.

Prima della valorizzazione viene la conoscenza del bene. Prima della trasformazione viene la certezza del suo regime giuridico. Prima della programmazione viene l’istruttoria. E solo dopo possono venire gli investimenti, i progetti e i cantieri. Questa non è una visione alternativa allo sviluppo. È una diversa idea di sviluppo: uno sviluppo che non considera il territorio soltanto come un insieme di asset da mettere a sistema, ma come il patrimonio sul quale costruire il futuro della comunità. Perché una città veramente attrattiva non è soltanto quella nella quale qualcuno desidera venire. È quella nella quale chi già ci vive può avere fiducia nelle istituzioni, nel territorio che amministrano e nelle scelte che vengono fatte sul patrimonio collettivo. La nostra idea di Alghero parte da qui: conoscere prima di valorizzare, tutelare prima di consumare, programmare prima di trasformare. E soprattutto: misurare la distanza tra ciò che un’amministrazione dichiara di voler essere e ciò che concretamente riesce ad amministrare. Questo è il confronto che proponiamo. Non contro la visione. Per una visione all’altezza di Alghero».
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