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G.M.Z. 17:23
«Giù le mani dal Parco di Porto Conte»
Michele Pais, Marco Tedde, Alessandro Cocco, Lelle Salvatore, Massimiliano Fadda e Giovanna Caria: Dopo la sanità, adesso tocca al Parco di Porto Conte. Ancora una volta la Regione decide su Alghero senza Alghero


ALGHERO - «Dopo la sanità, adesso tocca al Parco di Porto Conte. Ancora una volta la Regione decide su Alghero senza Alghero. E ancora una volta spunta un disegno di legge della Giunta Todde sconosciuto alla città e mai preventivamente discusso dal Consiglio comunale, nonostante intervenga direttamente su uno degli enti più importanti e identitari del nostro territorio». Lo dichiarano Michele Pais, Marco Tedde, Alessandro Cocco, Lelle Salvatore, Massimiliano Fadda e Giovanna Caria capigruppo del centrodestra in Consiglio comunale di Alghero, intervenendo sul disegno di legge regionale di riforma delle aree protette che modifica profondamente l’assetto istituzionale e la governance del Parco naturale regionale di Porto Conte. «Il problema non è soltanto il merito della riforma, ma soprattutto il metodo che la Regione sta trasformando in una pericolosa abitudine: decidere prima a Cagliari e informare dopo gli algheresi. È accaduto con la sanità, sta accadendo con l’ampliamento della ZPS e ora accade con Porto Conte. Alghero non può essere sistematicamente messa davanti al fatto compiuto».

La bozza di disegno di legge "segreto" prevede per Porto Conte una nuova assemblea nella quale il Comune di Alghero avrebbe il 52% dei voti, la Regione Sardegna il 24%, la Città metropolitana di Sassari il 12% e FoReSTAS il 12%. Significa che soggetti diversi dal Comune arriverebbero complessivamente al 48% del peso decisionale. «Oggi l’assemblea del Parco coincide sostanzialmente con la rappresentanza democratica della città. Domani quasi metà del peso decisionale verrebbe attribuito a soggetti esterni. Il 52% non può diventare l’alibi con cui far passare un ridimensionamento enorme del ruolo di Alghero. Il Parco di Porto Conte è nato dalla volontà degli algheresi e dalla scelta del loro Consiglio comunale. È di Alghero e come tale deve rimanere». I capigruppo del centrodestra chiamano quindi direttamente in causa il sindaco Raimondo Cacciotto.

«Dal Sindaco ci aspettiamo una posizione molto più netta. Cacciotto non può limitarsi a chiedere che Alghero conservi la maggioranza: deve impedire che alla città venga sottratto ciò che le appartiene. Un Sindaco non può permettere scippi istituzionali da parte della Regione, indipendentemente dal colore politico di chi governa a Cagliari. Prima di discutere se ad Alghero debba spettare il 52, il 60 o il 70 per cento, bisogna discutere un principio: chi ha autorizzato la Regione a ridisegnare unilateralmente il nostro Parco senza che il Consiglio comunale di Alghero si sia mai espresso?». «Su questo Cacciotto deve stare dalla parte di Alghero, non della Regione. Non è sufficiente essere invitati al tavolo quando il progetto è già scritto: Alghero deve stare al tavolo prima che venga scritto. La proposta di modifica della governance di Porto Conte deve nascere dal Consiglio comunale e dal confronto con la comunità algherese, non essere confezionata altrove e successivamente sottoposta alla città».

La portata della riforma, sottolineano Pais, Tedde, Cocco Salvatore, Fadda e Caria, è tutt’altro che marginale. Porto Conte, oggi organizzato come azienda speciale, verrebbe trasformato in ente di diritto pubblico, con modalità e tempi definiti dalla Giunta regionale. Cambiano inoltre composizione dell’assemblea, sistema decisionale e disciplina della presidenza. «E non dimentichiamo che stiamo parlando dell’ente che gestisce anche l’Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana. Non è quindi una semplice riorganizzazione burocratica: riguarda direttamente la gestione di una parte enorme e preziosissima del nostro territorio terrestre e marino». Il disegno di legge introduce inoltre un’indennità per il presidente del Parco in proporzione a quella attribuita ai presidenti dei parchi nazionali.

«Anche se condividiamo l’ipotesi di una equa indennità per il lavoro del presidente, fa sorridere…"Fa sorridere amaramente che sia proprio una Giunta regionale di sinistra e del Movimento 5 Stelle a riscoprire le indennità dei presidenti dei parchi. Evidentemente la lotta alle poltrone vale fino a quando le poltrone sono occupate dagli altri». Per i rappresentanti del centrodestra la questione deve quindi arrivare immediatamente nell’aula consiliare: «Chiediamo al Sindaco di portare subito il disegno di legge in Consiglio comunale e di assumere insieme all’assemblea civica una posizione chiara e vincolante: nessuna modifica dell’assetto di Porto Conte senza il preventivo consenso della città. Non possiamo consentire che le segreterie dei partiti sostituiscano la rappresentanza democratica degli algheresi». «Alghero ha già pagato abbastanza decisioni prese altrove. Prima la sanità, poi la ZPS, adesso Porto Conte. Questa abitudine deve finire. Il Parco è di Alghero e deve rimanere di Alghero. Giù le mani da Porto Conte».
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