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Antonio Sini 16 luglio 2004
Vogliamo una Sardegna libera da Organismi Geneticamente Modificati
L’iniziativa dei Verdi, intitolata appunto “OGM Free” prevede la raccolta di firme per salvaguardare le coltivazioni tipiche e biologiche della Sardegna e la salute dei cittadini


Siamo in piena bagarre elettorale, i pretendenti la carica di Governatore della Sardegna Mauro Pili e Renato Soru, corrono da una parte all’altra dell’isola, incontrano tutti: commercianti, industriali, artigiani, pescatori, pastori. Per tutti hanno parole di consolazione e la promessa che “tutto cambierà” sotto la loro presidenza. C’è uno sforzo da parte di entrambi gli schieramenti di non lasciare “spazio” agli avversari, bisogna arrivare prima e cercare soprattutto di convincere, ci si occupa di tutto. Ma sulla calata di OGM in Sardegna nessuno si pronuncia in maniera netta, o meglio chi è al Governo dell’Isola che potrebbe legiferare in materia evita di farlo, a torto secondo noi! Si muovono allora gli ambientalisti, le associazioni di categoria. Sardegna territorio "Ogm free", libero da coltivazioni transgenetiche. La proposta è partita dai Verdi che promuovono una raccolta di firme per sostenere il loro progetto. L´iniziativa partita ieri e durerà per un mese. Secondo Grazia Francescato, portavoce dei Verdi europei - "L´iniziativa ha lo scopo di salvaguardare le coltivazioni tipiche e biologiche della Sardegna e la salute dei cittadini". La raccolta delle firme è iniziata nella spiaggia cagliaritana del Poetto, ma presto si estenderà al resto della Sardegna. L´obiettivo è raccoglierne almeno diecimila.
La Federazione dei coltivatori diretti ha chiesto e pressa il Consiglio regionale per l´approvazione di una delibera per tutelare il territorio della Sardegna per ciò che concerne gli OGM. L´ impegno dovrà richiamarsi al principio di precauzione, che prevede un atteggiamento di prudenza verso quelle "novità" i cui effetti, sulla salute e sull´ambiente, non sono scientificamente conosciuti.
Nel consumatore italiano e sardo permangono ancora dubbi e perplessità sulla manipolazione genetica, per questo è necessario agire con prudenza.
Dal 15 aprile la normativa europea è stata recepita che in Italia. “E´ fondamentale che il consumatore sappia cosa sta acquistando -ha dichiarato Serafino Manca, presidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori”. Credo comunque che il recepimento di questa normativa comunitaria non inciderà sulla produzione isolana in quanto qui non si è mai coltivato OGM. Gli unici prodotti geneticamente modificati che hanno fatto il loro ingresso in Sardegna sono stati i mangimi, soprattutto soia e mais, ma ultimamente si sono affermate alcune aziende produttrici di sementi OMG free. Ma a livello di legislazione non si sente, e per il centro destra che governa è sicuramente una opportunità persa che potrebbe trovare consenso anche da gran parte del centrosinistra. Ma i tempi della politica si sa sono conosciuti, tutta la materia dovrà essere presa in mano da Pili o da Soru, per preservare la Sardegna dall’ingresso di OGM anche sottoforma di mangimi per animali.
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