Venerdì 4 aprile si inaugura presso gli spazi del Masedu, Museo d'arte contemporanea a Sassari, la mostra Padri e figli. Sulle tracce di Amsicora del fotografo Salvatore Ligios
Quaranta ritratti di padri e figli (in linea maschile) per raccontare i sardi e la Sardegna contemporanea. Una sorta di dialogo sottovoce, sospeso, quasi in attesa che qualcosa stia per succedere. Segue il sentiero tracciato con il precedente "Facce di sardi. Ritratti d'identità". Il sottotitolo "Sulle tracce di Amsicora" è un richiamo al mito, tutto sardo, del personaggio vero della storia isolana, diventato nel tempo una leggenda. Oggetto di opposte interpretazioni a seconda della fede, esso suggerisce con sufficiente ambiguità la tortuosità del cammino per definire l'identità. Come nel precedente lavoro proposto dal fotografo all'ExMà di Cagliari nel 1999, lo scopo principale è ragionare intorno al concetto di identità del popolo sardo. Identità dell'uomo sardo. Vista, o meglio cercata, sbirciata attraverso la trasmissione naturale per eccellenza da padre in figlio, staffetta genetica e travaso del sapere. Quanto staffetta e quanto travaso sono passati e passano oggi da padre in figlio non è certo il compito di questa raccolta ma sollecitarne il dibattito può certamente favorire la causa. Il lavoro non ha lo scopo di voler rappresentare un saggio sociologico, esso ha una pura valenza emotiva provocata dalle immagini bianconero e la sua unica ambizione è quella di contribuire a introdurre la fotografia a pieno titolo nella produzione letteraria alla pari con il cinema e la scrittura. Le foto sono state scattate in Sardegna, Germania, Perù e Australia.
Negli spazi espostivi sono visibili 40 stampe bianconero di grande formato. Per l'occasione è stato stampato un catalogo edito dalla Soter editrice con i testi introduttivi curati da Diego Mormorio e Bachisio Bandinu. Il progetto per l'impaginazione e la comunicazione è stata affidata al grafico Francesco Sogos di Macomer, socio AIAP e iscritto a Beda Register.
L'inaugurazione, prevista per le ore 19.00, sarà preceduta da una tavola rotonda dal titolo "L'identità quotidiana", alla quale parteciperanno Antonio Dore, assessore alla Cultura della Provincia di Sassari; Antonello Arru, presidente della Fondazione Banco di Sardegna; Renato Soru, presidente di Tiscali; Diego Mormorio, critico fotografico; Antonello Cuccu, architetto e Bachisio Bandinu, antropologo.
La mostra potrà essere visitata: il mattino, dalle 9.30 alle 13.30; nel pomeriggio, dalle 16.00 alle 20.00. Il lunedì viene osservato il turno di chiusura. La mostra rimarrà aperta sino al 4 maggio. L'ingresso è gratuito.
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Salvatore Ligios è nato a Villanova Monteleone nel 1949. Ha cominciato a fotografare a metà degli anni Settanta. Per 10 anni ha diretto la rivista Caddhos (rivista di sport equestri, turismo e ambiente) e dato alle stampe numerose monografie sul mondo equestre. Ha pubblicato immagini in diverse edizioni sulle tradizioni popolari e registra al suo attivo diverse collaborazioni con poeti sardi insieme ai quali ha pubblicato libri illustrati. In questi ultimi anni sta esplorando con particolare interesse il tema dell'identità legata alla propria terra, la Sardegna, con la presentazione di lavori esclusivamente in bianconero. Tra le ultime pubblicazioni si segnalano: Facce di sardi. Ritratti d'identità (1999); Zente virtudosa; Coro meu. Poesias de amore in limba sarda (2001); Circolo Marras (I maschi di Lodine); Nella terra sospesa; Giuseppe Dessì: i luoghi della memoria; Sansperarte (2002).
Per informazioni: Calarinas psc tel e fax 079 960400
e-mail: calarinas@tiscali.it
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