L'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente aveva comunicato, in seguito a specifico esposto inoltrato dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico e dal Comitato di quartiere "Zona Via Aosta", «il monitoraggio dei campi elettromagnetici previsto nel protocollo d'intesa stipulato con la Fondazione Bordoni ... verrà effettuato quanto prima anche in città»
CAGLIARI - In questi giorni le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico, dietro specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale (nota del 18 gennaio 2005), hanno ricevuto dal Comune di Cagliari (Divisione edilizia privata) l'aggiornamento relativo al numero e all'ubicazione dei ripetitori per telefonia mobile posizionati nel territorio comunale cagliaritano: come ogni anno, infatti, intendono fornire alla cittadinanza quei dati e quelle informazioni che, purtroppo, non sono adeguatamente diffuse alla popolazione da parte delle pubbliche amministrazioni competenti.
«Nel mentre il pericolo elettrosmog a Cagliari continua ad essere sottovalutato - sostengono le associazioni ecologiste - nel mentre aumentano i ripetitori: al 3 febbraio 2005 gli impianti autorizzati erano ben 114 suddivisi fra i gestori TIM (26 ripetitori), H 3 G (26 ripetitori), Wind (21 ripetitori), Omnitel Vodafone (24 ripetitori), Ericsson (3 ripetitori) e Nokia (14 ripetitori). I ripetitori autorizzati erano 107 al 26 maggio 2004, 87 al 31 dicembre 2002, 68 al 31 dicembre 2001 e "solo" 29 al 31 dicembre 2000: in poco più di quattro anni sono quadruplicati!
E continua a non esserci alcuna pianificazione urbanistica in merito, nonostante petizioni popolari in tal senso e previsioni di legge (art. 8 della legge n. 36/2001). Nel mentre continua a non esserci alcuna c.d. V.I.A. strategica, prevista dalla direttiva del Parlamento e del Consiglio n. 42 del 27 giugno 2001, la "direttiva sulla valutazione degli effetti di piani e programmi sull'ambiente", direttamente applicabile nell'ordinamento nazionale dal 21 luglio 2004».
L'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente aveva comunicato, in seguito a specifico esposto inoltrato dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico e dal Comitato di quartiere "Zona Via Aosta", che «il monitoraggio dei campi elettromagnetici previsto nel protocollo d'intesa stipulato con la Fondazione Bordoni verrà effettuato quanto prima anche in città». Il monitoraggio era previsto a partire dal mese di settembre 2003, ma «l'assenza dell'Agenzia regionale – sostengono gli Amici della Terra e Gruppo di Intervento Giuridico - per la protezione dell'ambiente (la Sardegna è l'unica regione a non averla operativa...) e l'opportunità di avere strumentazioni più precise hanno fatto registrare anni di ritardo. Per ora nessun monitoraggio». Ma la Regione affermava un altra cosa piuttosto importante: «resta inteso che qualora dovessero emergere superamenti dei limiti di legge o comunque situazioni allarmanti dal punto di vista sanitario, verranno immediatamente adottati i prescritti provvedimenti correttivi e sanzionatori». Da tempo, infatti, sono richiesti controlli e misurazioni "indipendenti" (e la Fondazione Bordoni è, però, emanazione di Società della telefonìa mobile!) soprattutto per i casi di maggior rischio, come la centrale di trasformazione primaria ENEL di Via Aosta, a Cagliari.
«Ora, dopo anni di scandaloso ritardo, attendiamo rapidi sviluppi» concludono le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico.
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