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G.M.Z. 10 agosto 2011
Marco Tedde sempre più lontano dal Pdl
«Autorevoli esponenti nazionali di partiti moderati mi hanno chiamato, ma solo al fine di ragionare sui problemi della Sardegna». Marco Tedde conferma la lontananza del partito algherese dai vertici regionali del Pdl. Insistenti i contatti con Udc e Fli secondo indiscrezioni


ALGHERO - In attesa delle elezioni in programma la prossima primavera, Alghero si conferma l’ultima roccaforte berlusconiana in Sardegna, ma nonostante questo, gli stessi aficionados del Cavaliere si sentono trascurati da partito e Governatore. Da circa un mese così, Marco Tedde si è messo a capo della rivolta. Qualche giorno fa l’ultimo brutto colpo da Cagliari: nel rimpasto, nessuna figura di spicco del territorio. Intanto, come annunciato da Alguer.it nei giorni scorsi, secondo le ultime indiscrezioni paiono sempre più insistenti i contatti con Udc e Fli.

Il Pdl catalano ancora fuori dalla giunta Cappellacci nonostante la forte presa di posizione. Che succede Sindaco.
«Il Pdl catalano non ha mai chiesto posti in giunta. Ha chiesto invece che la Giunta regionale intervenisse sui problemi della città, dal Porto al Calic, dall'Aeroporto al Pala Congressi, dalla Sanità a Surigheddu e Mamuntanas. Su questi temi il Pdl algherese ha sostenuto la forte necessità di un intervento, non si tratta di una questione di poltrone ma di fatti concreti, di iniziative in grado di risolvere gli atavici problemi di Alghero».

E' la rottura definitiva?
«No. Non è una rottura definitiva. È un momento di forti tensioni tra il Pdl algherese e il governo regionale, tensioni legate a questioni territoriali più che a problemi di nomi o di rappresentatività».

Dopo l'autosospensione si pensava che ci potesse essere più attenzione per le istanze che arrivavano da Alghero.
«Siamo in attesa di risposte. È un momento difficile per il Pdl regionale e anche per il governo della regione, che viene fuori da una crisi lampo determinata tra l'altro dal Tar. Crisi che comunque ha portato e porterà strascichi inevitabili».

Perchè vi sentite così trascurati dalla Regione?
«Per i motivi che ho spiegato. Se si esclude il finanziamento della Circonvallazione e altri piccoli interventi, ci sentiamo trascurati per non aver ottenuto ascolto alle nostre rivendicazioni che riguardano Alghero e il territorio».

Col Puc in Consiglio comunale si è rotta la maggioranza che governa la città da molti anni. E' finito un ciclo?
«Non crediamo che sia finito un ciclo. Anche perché il Puc tradizionalmente porta con se frizioni e conflitti che stiamo cercando di ricomporre nell'interesse della collettività. Il sindaco e la maggioranza hanno assunto con gli elettori l'impegno di portare a compimento il Piano Urbanistico e stiamo lavorando per tenere fede agli impegni. Peraltro, in un momento di crisi economica planetaria così forte è dovere morale per l'Amministrazione creare le condizioni affinché gli imprenditori investano e creino crescita e occupazione. Il Puc è lo strumento principe per creare queste condizioni, insieme all'iniziativa della Zona Franca Urbana che abbiamo attivato facendo la nostra parte, con fortissime riduzioni Ici e Tarsu per le nuove imprese. Ora attendiamo che la Regione pubblichi il bando per gli interventi straordinari nell'ambito dei Poic, i Programmi operativi per l'imprenditorialità comunale che hanno l'obiettivo di promuovere competitività, imprenditorialità e nuove opportunità lavorative per disoccupati e inoccupati, sostenendo la creazione di impresa».

In molti parlano di un Marco Tedde in cerca di riposizionamenti in prospettiva elettorale. Cosa c'è di vero.
«Marco Tedde non cerca riposizionamenti. Anche se è vero che autorevoli esponenti nazionali di partiti moderati mi hanno chiamato, ma solo al fine di ragionare sui problemi della Sardegna. Quindi Tedde non bussa. Tedde dialoga anche con altri partiti al fine di approfondire i temi dello sviluppo, dell'occupazione e del benessere sociale».

«Per quanto riguarda le affermazioni di Mario Bruno - conclude Tedde che indirettamente si riviolge al consigliere regionale del Partito democratico che parlava di una stagione politica cittadina ormai al tramonto - ha detto una cosa ovvia. Il mio mandato scade l'anno prossimo. Lo dice la legge».

Nella foto: Marco Tedde, sindaco di Alghero
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