Mario Bruno si rivolge direttamente all´assessore regionale della Pubblica Istruzione, Sergio Milia, e al Presidente della Commissione Cultura, Carlo Sanjus, affinché si scongiuri la soppressione di molte ore nelle scuole primarie. Gravi rischi anche per l´occupazione
ALGHERO - «Le scuole primarie algheresi rischiano di non avere più l’organico necessario per attivare il tempo pieno, a causa dei tagli operati sulla base della Riforma Gelmini, applicata in modo indiscriminato anche in Sardegna. Questo significa che le famiglie che hanno iscritto i propri figli in una classe a tempo pieno e contano sul fatto che il loro figlio possa continuare a frequentare la scuola per otto ore al giorno (dalle ore 8.30 alle ore 16.30) potrebbero avere presto l’amara sorpresa di non vedere garantito il diritto allo studio come legittimamente scelto».
Il consigliere regionale algherese del Partito Democratico, Mario Bruno, si rivolge direttamente all'assessore regionale della Pubblica Istruzione, Sergio Milia, e al Presidente della Commissione Cultura, Carlo Sanjus, in merito alla paventata e molto probabile soppressione delle classi a tempo pieno nelle scuole primarie di Alghero. Lo fa inviandogli una dettagliata missiva, nella quale tocca tutti gli aspertti del grave rischio a cui vanno incontro molte classi algheresi.
«Le conseguenze sono negative innanzitutto per la qualità dell’istruzione - ricorda Bruno - per l’assenza di risposte alle legittime richieste delle famiglie, per l’impossibilità di fruire di schemi organizzativi e didattici consolidati e riconosciuti in campo pedagogico e didattico». Ma conseguenze ancor più tragiche si ripercuotono sull’occupazione in provincia di Sassari, sottolinea il vice-presidente del Consiglio regionale in provincia di Sassari: «sopprimere il tempo pieno nella scuola primaria significa perdere in un sol colpo 50 docenti dichiarandoli perdenti posto nel giro di poche ore. Sarebbero otto i docenti perdenti posto nell’anno scolastico 20122013 solo ad Alghero».
«Se a questi 50 si aggiungono i tagli sul personale specialista di lingua inglese, degli insegnanti di sostegno, del personale ausiliario, tecnico e amministrativo, la situazione diventa davvero catastrofica e insostenibile», precisa l'esponente democratico, che poi si focalizza su Alghero, in particolare, dove i tagli indiscriminati si riflettono su classi già composte e organici già definiti, con ripercussioni sulle famiglie, sulla qualità dell’istruzione, sull’organizzazione dei tempi e la conciliazione dei compiti di lavoro e di cura dei genitori, specialmente delle donne lavoratrici.
«Inoltre - sottolinea Mario Bruno - poiché il dimensionamento ha determinato la creazione di istituti comprensivi che prevedono la continuità nel passaggio armonico fra gli ordini di scuola successivi (dall’infanzia alla media) per la frequenza in ciascuno dei plessi distribuiti sul territorio, non verrebbe garantita analoga continuità se viene meno in qualcuno di essi la possibilità di frequentare il tempo pieno». Sarebbe bene - propone - distribuire il monte ore per il tempo pieno tra tutti gli istituti comprensivi del territorio cittadino, al fine di garantire l’omogeneità e la continuità didattica.
«Per questi motivi - conclude Mario Bruno - chiedo una forte presa di posizione della Regione nei confronti del Ministero della pubblica istruzione e della Direzione scolastica regionale affinché non si interrompa il servizio richiesto dalle famiglie, si riattivino le classi a tempo pieno, si operi il ripristino del doppio organico sul tempo pieno (due insegnanti per classe) e l’ampliamento dei posti di lingua inglese. Chiedo in particolare l’audizione in Commissione del Direttore scolastico regionale e del comitato di genitori appositamente costituito».
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