Manca un tavolo tecnico e una regia che affronti i problemi dell'università ad Alghero. Dal 31 gennaio non più a disposizione alcuni locali dell'ex Orfanotrofio, con la Curia che ha lasciato qualche settimana per il trasferimento delle attrezzature
ALGHERO - Quello del Dipartimento di Architettura è un futuro incerto. Le incognite dell'(ex) facoltà di Alghero, riguardano il "dove" e il "come" il corso di studi si svolgerà. Il problema sono i locali non idonei a disposizione di studenti, docenti e apparato amministrativo. Il direttore Cecchini lo dice chiaramente da tempo, ed ultimamente ha lanciato l'"allarme" anche nel blog universitario «sono disponibili e agibili per le attività didattiche, di ricerca e amministrative solo gli edifici del Pou Salit e dell'Asilo».
Alla Curia, infatti, devono essere restituiti in questi giorni (la convenzione è scaduta il 31 gennaio) gli ambienti dell'Orfanotrofio dove era insediato il laboratorio informatico; così come quelli del Liceo Artistico prima dell'estate. Mentre l'ex Caserma di via Simon continua ad essere sostanzialmente inadeguata e si continua ad utilizzarla «in maniera impropria». «Meno di un terzo di quanto ci serve, voglio dirlo chiaramente - precisa il professore - senza biblioteca, aula magna e laboratori un Dipartimento - Facoltà universitario non può esistere».
Cecchini rilancia l'ipotesi del Palazzo Serra «che doveva (dovrebbe?) essere sede della Università per stranieri, ma che eroga soprattutto corsi per studenti sardi». «Ci è stato ripetutamente rifiutato - dice - per i corsi di lingua italiana per i numerosi studenti Erasmus incoming; ci saranno delle ragioni, ma non le ho capite». Infine, sul trasferimento del Dipartimento nell'ex convento di Santa Clara una volta terminati i lavori di ristrutturazione, non ci sono anche in questo caso certezze: potrebbero esserci solo sei aule a disposizione degli studenti, con l'ambiente più ampio probabilmente destinato all'archivio storico. I dubbi non si chiariranno almeno fino a quando il comune non siederà «ad un tavolo di confronto operativo per la definizione degli spazi», nè se lo stesso ente non nominerà i propri delegati per una commissione sulla biblioteca.
L'altra commissione, quella formata da Alessandra Casu, Maurizio Minchilli e Emilio Turco, nata per valutare proposte e alternative sul Dipartimento, sta vagliando la possibilità di un trasferimento a Sassari dove nel breve periodo non sarebbe disponibile una struttura capace di assorbire in blocco la facoltà, ma dove non mancherebbero già a partire dal prossimo anno accademico gli spazi necessari per accoglierla in maniera dislocata. La speranza è l'ultima a morire, almeno fino a quando il consiglio di Dipartimento - come il prossimo 27 febbraio - discuterà ancora di proposte e non di decisioni irrevocabili; o fino a quando il suo direttore sarà aperto ad un dialogo con gli enti preposti (oggi evidentemente assenti) invece che non rispondere più nemmeno a se stesso (post del 1° febbraio).
Nella foto: i locali dell'ex Orfanotrofio ad Alghero
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