L'importante risultato delle ricerche sulle interazioni tra agricoltura e clima è approdato sul numero di luglio della prestigiosa rivista Wired e porta la firma del prorettore alla Ricerca dell’Università di Sassari Donatella Spano e del suo team
SASSARI - Un importante risultato delle ricerche sulle interazioni tra agricoltura e clima è approdato sul numero di luglio della prestigiosa rivista Wired e porta la firma del prorettore alla Ricerca dell’Università di Sassari Donatella Spano e del suo team. La rivista - nota come la “Bibbia della rivoluzione digitale" - svela i segreti di Athena, il supercalcolatore del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici che sforna complesse simulazioni dei fenomeni meteorologici e climatici, attraverso un lungo articolo intitolato “Una cosa è certa: qui dentro il riscaldamento globale non si sente proprio”. Tali simulazioni sono fondamentali non solo per fornire informazioni sulla stagione estiva 2013, attraverso le cosiddette previsioni stagionali, ma anche per formulare ipotesi su possibili scenari di sviluppo di diverse produzioni agricole in relazione agli andamenti meteorologici: un'attività di ricerca svolta dal Centro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc), che ha una delle sue sedi nel Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell’Università di Sassari.
Il Cmcc è un ente no-profit nato nel 2005, grazie al supporto finanziario del Ministero della Ricerca, del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e del Ministero delle Finanze. Il Centro si occupa dello studio dei cambiamenti climatici e le sue sei divisioni di ricerca sono specializzate ognuna in un particolare aspetto dei problemi ad essi connessi: dallo sviluppo degli scenari climatici, all’analisi economica e allo sviluppo di Politiche dei cambiamenti climatici, fino alla diagnosi e previsione degli impatti dei cambiamenti climatici su diversi processi ecosistemici, in particolare sull’agricoltura e sugli ecosistemi terrestri naturali e semi-naturali. Proprio queste ultime tematiche rappresentano il fulcro delle attività della Divisione Iafent, di cui è responsabile Donatella Spano, insieme al Professor Riccardo Valentini dell’Università della Tuscia.
Il Cmcc costituisce, inoltre, il focal point italiano dell’Intergovernmental Panel on Climatic Change (Ipcc), l’organismo scientifico che si occupa di produrre le analisi utilizzate nei processi decisionali dei negoziati mondiali sul clima e di fornire una valutazione scientifica della letteratura tecnico scientifica e socio-economica in materia di cambiamenti climatici, impatti, adattamento e mitigazioni agli attori politici della scena mondiale. Le attività di ricerca portate avanti da Donatella Spano, sostenute da numerosi progetti nazionali e internazionali, hanno un’importante ricaduta operativa grazie alla possibilità di sviluppare scenari futuri dell’agricoltura italiana nei prossimi decenni. Attraverso l’integrazione dei modelli di simulazione colturale, scenari di cambiamenti socio-economici e di uso del suolo e proiezioni climatiche si possono infatti simulare la vocazionalità di un territorio per l’agricoltura e per specifiche colture fino al 2100.
I dati rivelano che in futuro, nel complesso, le aree coltivabili in Italia si ridurranno, ma per alcune colture ciò che in realtà cambierà sarà l’areale ideale di coltivazione: tra le attese vi è un aumento della resa del frumento in alcune zone del Sud e in Sardegna. “Dati verso i quali le grandi industrie dell’agroalimentare iniziano a mostrare molto interesse”, spiega la professoressa Spano alla rivista Wired. Le attività di ricerca, come per tutti gli ambiti di studio in cui è coinvolto il Cmcc, sono però di più ampio respiro, suggerendo soluzioni in una prospettiva globale: il gruppo di lavoro di Donatella Spano ha infatti collaborato con il governo nigeriano per fornire indicazioni utili su quale sarà l’impatto del cambiamento climatico sulla produzione agricola del Paese, oltreché su quali misure adottare per scongiurare possibili crisi alimentari in previsione della riduzione dei raccolti fino al 25% nei prossimi quarant’anni.
Nella foto: il prorettore alla Ricerca dell’Università di Sassari Donatella Spano
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