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Oristano NewsnotiziealgheroPoliticaPolitica › Daga (Pd) apre a nuovi scenari. «Primarie solo se necessarie»
Sara Alivesi 28 febbraio 2014
Daga (Pd) apre a nuovi scenari
«Primarie solo se necessarie»
L'assessore provinciale algherese vede una larga coalizione fondata su chiari e precisi punti programmatici e sulle Primarie non ha dubbi: un'ottima prassi, ma solo se necessaria. Daga pronto a recitare il ruolo che il Pd gli attribuirà: «al centro la coalizione»


ALGHERO - Passata la sbornia delle elezioni regionali con la vittoria del centro-sinistra, il Partito Democratico guarda alle comunali. Lo fa sulla scia dell'arrivo del nuovo one-self man della politica italiana, Matteo Renzi a Palazzo Chigi, e soprattutto su quello di Francesco Pigliaru a Villa Devoto. Due personaggi diversi ma entrambi leader per il Partito Democratico, uno a Roma e l'altro a Cagliari. Sarà da stabilire chi questo ruolo dovrà incarnarlo ad Alghero, dopo che a Sassari si è aperta corsa alla successione di Gianfranco Ganau [LEGGI]. Una possibile candidatura c'è già e non è un mistero da tempo: Enrico Daga, già assessore provinciale e candidato alle primarie nella passata esperienza amministrativa dove arrivò secondo dietro a Stefano Lubrano, diventato poi sindaco ma solo per sedici mesi. E chissà se farà lo stesso Mario Bruno, ex mentore del primo cittadino poi rinnegato, e da anni antagonista dello stesso Daga nel partito. Insieme hanno "archiviato" la pratica Lubrano, ma le loro strade si sono separate all'indomani delle dimissioni dei consiglieri dal notaio. Il resto è storia. In attesa che si aprano nuovi scenari, nuovi protagonisti, nuove alleanze. Il tempo scorre.

L'ultima tornata elettorale ha consegnato un governatore del Pd che tuttavia, per Alghero, sarebbe potuto essere ancora una volta Cappellacci. La città catalana della Sardegna ha rispettato la tradizione forzista scegliendo il presidente uscente e portando a Cagliari proprio il candidato "berlusconiano", Marco Tedde, per quasi dieci anni sindaco con quei colori. Una riflessione che non sfuggirà al Pd che si gode comunque l'ottimo risultato ottenuto da Raimondo Cacciotto (oltre 2mila preferenze), ancor più se arrivato a pochi mesi dal "fallimento Lubrano". E ripartire da quella parentesi amara per i democratici algheresi sarà necessario per preparare una campagna convincente per i cittadini e gli elettori delusi. Ne è convinto Enrico Daga che invoca «la chiarezza» del partito di fronte alle divisioni del passato «tra una parte lealista che ha nascosto la polvere sotto il tappeto e un'altra che con responsabilità ha interrotto prematuramente l'esperienza Lubrano e che oggi deve pretendere un'offerta politica chiara, trasparente e inequivocabile».

Il passaggio imprescindibile è «un congresso in tempi stretti, per capire da dove si riparte e che restituisca la parola agli iscritti». Ogni leader o aspirante tale con la propria tesi, su cui dovranno convergere le preferenze per arrivare ad una discussione politica che riprenda «il programma del buon governo ma asciugandola in punti essenziali» da presentare agli elettori. Queste le tappe necessarie secondo l'assessore provinciale che apre chiaramente ad una coalizione che si ritrovi «in convergenze di tipo amministrativo»: l'obiettivo è «il bene comune». Se poi saranno le primarie a decidere chi sarà in grado di portarle avanti o la scelta avverrà all'interno delle parti politiche che aderiranno alle linee programmatiche, non è l'aspetto essenziale secondo Daga. La sola certezza è che lui non nasconde di sentirsi pronto: «sono a disposizione, in qualsiasi ruolo, come lo sono sempre stato».

Nella foto: Mario Bruno ed Enrico Daga
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