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S.A.
13:05
La lettera di un padre e disoccupato algherese
Roberto Sanna è un cittadino algherese con due figli minorenni a carico. Con dignità e rispetto chiede di essere ascoltato attraverso le pagine del Quotidiano di Alghero nella ricerca di un lavoro nelle categorie protette dopo il riconoscimento di una disabilità

ALGHERO - La lettera aperta e firmata di un cittadino algherese, da qualche anno senza lavoro e con due figli minorenni a carico. Con dignità e rispetto chiede di essere ascoltato attraverso le pagine del Quotidiano di Alghero nella ricerca di un lavoro nelle categorie protette dopo il riconoscimento di una disabilità:
Mi chiamo Roberto Sanna e sono il padre di due figli minorenni. Dopo un delicato intervento chirurgico alla testa, mi è stata riconosciuta una disabilità. Nonostante le difficoltà, ogni giorno mi impegno con determinazione per recuperare la mia autonomia e riprendere in mano la mia vita. I miglioramenti ci sono e sono il risultato di tanti sacrifici, ma il percorso è ancora lungo. Per venticinque anni ho lavorato come muratore, senza mai chiedere nulla a nessuno. Ho sempre creduto nel valore del lavoro e nel dovere di mantenere la mia famiglia con le mie forze. Purtroppo oggi, a causa delle mie condizioni di salute, non posso più svolgere quella professione. Attualmente percepisco una pensione di invalidità che mi consente a malapena di affrontare le spese essenziali. Come padre, però, devo fare i conti ogni giorno con i costi della vita: le spese mediche, le cure necessarie per me e per i miei figli, lo sport, i centri estivi e tutto ciò che serve per garantire ai bambini una crescita serena e dignitosa. Ho seguito tutto il percorso previsto dalla normativa: mi sono sottoposto alle visite delle commissioni mediche dell’INPS e ho ottenuto anche il verbale per l’iscrizione alle categorie protette. Nonostante questo, a oggi non ho ricevuto indicazioni concrete su un possibile reinserimento lavorativo. In questi mesi ho cercato più volte un confronto con gli enti competenti, ma senza ottenere risposte chiare. Il tempo passa e la mia situazione economica e familiare diventa ogni giorno più difficile da sostenere. Non chiedo privilegi né assistenzialismo. Chiedo soltanto di poter lavorare, in un’attività compatibile con le mie condizioni di salute, per tornare a essere autonomo e continuare a garantire ai miei figli una vita dignitosa. Rivolgo quindi un appello alle Istituzioni affinché mi venga concessa l’opportunità di un confronto concreto, durante il quale individuare insieme una soluzione lavorativa adeguata alle mie capacità residue e alla mia situazione.
Sono pronto a mettermi in gioco, come ho sempre fatto nella mia vita. Ho solo bisogno che qualcuno ascolti la mia richiesta e mi aiuti a trasformare un diritto in una reale opportunità.
*Roberto Sanna, disoccupato algherese
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