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A.B. 8 gennaio 2015
Arte52, chiusura con le Luci Plastiche
La personale di Sergio Canu, nuova appuntamento con il cartellone di eventi allestito da Sartegna Contemporanea, è l'ultimo atto di Arte 52, ciclo di mostre ospitate dal Museo naturalistico del territorio “G.Pusceddu” di Villanovaforru


VILLANOVAFORRU - Il progetto “Arte52” giunge alla sua conclusione, un anno intenso che ha visto l’energica successione di mostre dall’alto valore culturale che hanno abbracciato una vasta area delle arti visive: installazioni, performances, pittura, scultura, incisione e fotografia. Cinquantadue modi tanto diversi quanto unici per accorciare le distanze tra l’arte e il territorio, uno stimolo affinché il turismo culturale si affermi come strumento fondamentale per l’economia e la promozione territoriale.

Sarà l'artista Sergio Canu ha concludere questo importante ciclo con una mostra frutto di lunghe sperimentazioni artistiche e spirituali. Attraverso il linguaggio dell’arte dà forma al concetto di anima con eteree figure femminili e luci riflesse in un piano che egli stesso definisce “paesaggio emozionale”, uno spazio infinito alla ricerca della sede e origine di tutte le emozioni. La personale di Canu è inserito tra gli eventi prodotti e presentati dal progetto d'arte e cultura “Sartegna Contemporanea”, curato dall'algherese Giovanni Corbia.

L’inaugurazione della personale “Luci Plastiche” è in programma venerdì 9 gennaio, alle ore 17.30, nele sale del Museo Naturalistico del Territorio “G.Pusceddu” e si potrà visitare fino a domenica 8 febbraio. Al vernissage, si accompagnerà la conclusione della personale “Passeggiando tra i due millenni” di Fulvio Pinna.

«Sergio Canu nasce a Oristano nel 1976, vive e lavora a Cabras. E’ una delle personalità più interessanti nel panorama artistico nazionale, soprattutto grazie alla sua capacità rara di anticipare i tempi e cogliere l’input estetico contemporaneo – spiega il critico d'arte Nadine Giove - Le sue silhouette femminili sono spesso longilinee e colgono l’attimo fuggente di una posa per lo più naturale, ma il bi - cromatismo neutro prevalentemente bianco e nero, dona un gusto moderno e al tempo stesso un profondo significato mitico. La donna, trasfigurazione dell’Anima, si illumina e diviene evanescente nel contrasto con lo sfondo, in una composizione dal disegno netto e pulito. Il gioco cromatico accentua gli effetti ottici della figura in primo piano, concentrando su di essa tutta l’attenzione dello spettatore».
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