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A.B. 15 febbraio 2015
«Via i 4 Mori? Una buona provocazione»
«Il nostro simbolo è altro, però i tempi cambiano», ha dichiarato lo storico leader dell'Irs Gavino Sale all'agenzia di stampa Dire


CAGLIARI - «La provocazione di Sciola ci impone la ricerca e la conoscenza della nostra storia, quindi ben vengano il dibattito e le provocazioni intelligenti affinchè si possa serenamente discutere sulla conoscenza storica, della quale noi sardi siamo assolutamente deficitari». Così il consigliere regionale Gavino Sale, storico leader dell'Irs, a proposito del dibattito scatenato in questi giorni da Pinuccio Sciola, che aveva proposto di modificare la bandiera sarda togliendo i quattro mori che rappresenterebbero le teste mozzate di quattro saraceni sconfitti in battaglia dagli aragonesi.

«Penso – continua - che il ragionamento di Sciola regga, quando dice che, soprattutto in questo periodo, non possiamo andare in giro per il mondo con quattro teste mozzate. Non è comunque un argomento facile da commentare - spiega Sale alla '”Dire” - perchè bisogna considerare due aspetti: uno è l'origine della bandiera odierna, che è indubbio che non sia tanto gloriosa, visto che rappresenta il simbolo dei conquistadores. Come è indubbio che il nostro vero simbolo sia quello dell'albero eradicato degli Arborea, che tra l''altro rappresenta un periodo di grande prosperità e di indipendenza».

Tuttavia, «c'è un altro aspetto – prosegue - che è anche il nocciolo del dibattito: ormai i sardi si sono affezionati alla bandiera ufficiale e si identificano nei quattro mori, è difficile cambiare un sentimento così forte. Ma la storia non resta mai immutabile – conclude Gavino Sale - e la sua conoscenza può servire a disvelare la verità sulla nostra bandiera e fare in modo che i sardi un giorno possano immedesimarsi nel vecchio simbolo».

Nella foto: Gavino Sale
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