Identità in ascolto: a Sorso quattro voci contemporanee tra musica, parola e danza. Un progetto di musica contemporanea sull’identità di genere con quattro composizioni originali su testi di Michele Pio Ledda, in scena nell’ambito della terza edizione di Assonanze
SORSO - Si terrà il 22 febbraio, nella Chiesa di Santa Croce a Sorso alle ore 19:30, un concerto di musica contemporanea dedicato al tema dell’identità di genere. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Coro Polifonico Santa Croce in collaborazione con il Circolo musicale Laborintus, propone un articolato progetto artistico che intreccia ensemble di fiati e percussioni, cori, voci soliste, voce recitante, Hybrid Wind Performance e danza. Il programma prevede l’esecuzione di quattro composizioni originali su testi dello scrittore sardo Michele Pio Ledda, concepite come un percorso emotivo e narrativo attraverso gli stati d’animo, i dubbi, le tensioni interiori e le percezioni legate all’esperienza dell’identità. La musica contemporanea diventa così linguaggio capace di attraversare fragilità e resistenza, smarrimento e affermazione.
«Questo progetto nasce dall’esigenza di raccontare l’identità di genere nella sua dimensione più intima e umana – afferma Graziano Madrau, direttore artistico dell’iniziativa –. Non volevamo costruire un manifesto, ma creare uno spazio di ascolto. Ogni composizione esplora un frammento di esperienza: il resistere, il chiedersi chi si è, il sentirsi osservati, il confrontarsi con la propria immagine. La musica può diventare un luogo sicuro in cui sostare, riflettere e riconoscersi». Elemento trasversale dell’intero concerto è la presenza della voce recitante di Daniele Monachella e della Hybrid Wind Performance di Gianfranco de Franco, che attraversano tutte le composizioni creando un filo narrativo continuo tra parola e suono. A completare la dimensione scenica saranno i corpi danzanti della scuola “Danza Cillica ASD”, diretta da Simona Cillo, che tradurranno in gesto e movimento le tensioni espressive della partitura.
Il concerto si articola in quattro momenti: Ad aprire la serata sarà “rEsistere” di Fabio Fresi, eseguita dal Musart Ensemble di fiati e percussioni insieme al coro “Cantori della Resurrezione”, sotto la direzione dello stesso Fresi. Seguirà “Mi chiedo chi sono” di Graziano Madrau, per ensemble e Coro Polifonico Santa Croce, diretto dal compositore. La terza composizione, “Come mi vedono – Lo specchio e la nebbia” di Giovanna Dongu, prevede un organico per ensemble e due voci soliste, il soprano Maria Chiara Spada e il contralto Laura Lambroni, con la direzione della stessa Dongu. Chiuderà il programma “Come mi vedono” di Gabriele Verdinelli, eseguito dal Musart Ensemble con il Coro Polifonico Turritano, sotto la direzione di Laura Lambroni. In un tempo in cui il dibattito sull’identità è spesso polarizzato e superficiale, questo progetto sceglie la via dell’arte come spazio di profondità e ascolto. La Chiesa di Santa Croce diventa così luogo simbolico di incontro tra sensibilità diverse, dove la musica contemporanea non si limita a essere espressione estetica, ma si fa strumento di consapevolezza e dialogo civile.
Commenti