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Mario Conoci 11:26
L'opinione di Mario Conoci
C’era una volta, il canile che aspettò per anni


C’era una volta un vecchio edificio, abbandonato da anni, ormai inutilizzabile. Un edificio che, un giorno, qualcuno con un emendamento fece trasformare in housing sociale. Era una bella idea. E nessuno la mise mai in discussione. Tutti sapevano, però, che per vedere realizzato quel progetto sarebbero serviti finanziamenti, progetti, gare d’appalto, lavori e, sicuramente, ancora molti anni. Eppure il suo acquisto venne deciso nel giro di pochissimi giorni. Senza perizie, verifiche, analisi, attese. Poi c’era un’altra struttura. Non conteneva soltanto quattro mura. Ospitava centinaia esseri viventi, cani e gatti, il lavoro quotidiano di operatori, la passione di volontari e un servizio pubblico essenziale per Alghero e per tanti altri comuni del territorio. Anche quella avrebbe dovuto essere acquistata. Così, almeno, venne promesso. Poi vennero le perizie. Poi le verifiche. Poi gli atti propedeutici. Poi gli ulteriori approfondimenti. Passarono i mesi. Passò un anno. Ne passarono due. Nel frattempo quella struttura venne studiata, valutata, periziata e analizzata sotto ogni profilo tecnico, economico e amministrativo. Eppure sembrò che mancasse sempre qualcosa. Nell’attesa oltre ottomila cittadini decisero di firmare una petizione. Non perché fossero contrari ad altri progetti. Ma perché temettero che quella promessa non sarebbe mai diventata realtà. Le residenze sociali vennero considerate, giustamente, un obiettivo importante. Ma molti si domandarono perché l’acquisto di un immobile destinato a rimanere inutilizzato ancora per anni fosse diventato improvvisamente urgente, mentre quello di una struttura viva, già funzionante, già indispensabile e per la quale le risorse erano disponibili continuasse a essere rinviato. l sindaco disse che dipendeva dalle procedure, da altri "atti propedeutici". Ma le procedure amministrative erano le stesse per i due immobili, e così pochi gli credettero. Qualcun altro disse che serviva ancora tempo. Ma dopo due anni, il tempo non sembrò più una risposta. E così, tra cittadini, volontari e operatori, si diffuse una sensazione. Che il canile, con centina di cani e decine di gatti, e dipendenti e volontari, con più di 8000 firme non fosse mai stato considerato una priorità. Piuttosto un fastidio. E quella, purtroppo, non fu una favola. Perché il (forse) lieto fine continuò ad attendere una delibera, un voto e una firma. Ovvero il mantenimento di una promessa! Vabbè….. Le favole, di solito, finiscono con "vissero tutti felici e contenti". Questa, dopo due anni, finì ancora con: "servivano altri atti propedeutici"!
Commenti
23/6/2026
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