|
S.A.
14:00
L'opinione di S.A.
L’atto sugli animali un obbrobrio amministrativo
Alla fine la consulenza sul "benessere animale" è stata revocata. Era un obbrobrio amministrativo finalizzato a soddisfare le esigenze della cattiva politica. L’amministrazione ne esce a pezzi. Ed è un fatto gravissimo.Una cosa va riconosciuta al dirigente: ha avuto il merito di riesaminare l’atto e di fermarsi davanti alle sue nefandezze. Non siamo noi a dirlo. È la stessa determina di revoca a mettere nero su bianco che la precedente era stata adottata sulla base di "un’istruttoria, non supportata da una compiuta e approfondita valutazione delle effettive esigenze funzionali e organizzative dell’Ente", con "refusi e rimandi inconferenti rispetto alla selezione in essere". Ma non basta. La determina aggiunge che "l’incarico individuato non risponde alle concrete necessità operative del Servizio" e presenta "profili di indeterminatezza nella definizione delle competenze richieste, nel possesso dei requisiti generali e specifici, nonché l’esatta configurazione tecnico-giuridica dell’istituto applicato". Sono parole pesantissime. E spiegano perché quella consulenza sia stata revocata. La revoca arriva dopo le nostre denunce pubbliche, dopo il mio intervento e quelli di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il controllo dell’opposizione ha acceso i riflettori su un provvedimento che, senza quelle contestazioni, avrebbe rischiato di andare avanti. Ma questa vicenda racconta qualcosa di molto più importante della singola consulenza. Racconta la distanza tra la grande narrazione truffa sul benessere animale e ciò che concretamente è stato messo in campo. Ricordiamo tutti il grande intervento dell’assessore: il nuovo Sportello "Amici degli Animali", il canile da trasformare, la prevenzione degli abbandoni, l’educazione, il recupero comportamentale, le adozioni, le famiglie, gli anziani, le persone fragili. Un progetto raccontato come una vera e propria nuova politica pubblica per il benessere animale. Tutte cose che esistono già e sono praticate ogni giorno nel nostro canile. Poi, quando si passa dalle parole agli atti, arriva una determina per affidare una presunta "alta consulenza e collaborazione tecnico-scientifica" finalizzata alla redazione di linee guida strategiche. E cinque giorni dopo quella determina viene revocata perché, testualmente, "l’incarico individuato non risponde alle concrete necessità operative del Servizio". È difficile non cogliere la tentata truffa. Tanta enfasi sul benessere animale. E alla fine, il fatto concreto è che bisognava dare una consulenza che non serviva all’Ente. E allora il dubbio diventa certezza: quel grande progetto era solo finalizzato a costruire le condizioni per affidare quella consulenza! Perché la determina di revoca dice anche che "i richiami normativi e i contenuti tecnico-giuridici declinati nel provvedimento non consentono di garantire la necessaria e piena coerenza dell’azione amministrativa con gli indirizzi programmatici generali dell’Ente". E arriva persino a concludere che "l’atto emanato non rispecchia l’effettivo indirizzo politico-amministrativo dell’Ente". Una disfatta clamorosa e devastante per l’ente, ma annunciata visti i protagonisti. E qui sta il vero problema politico. Chi ha voluto quell’atto? E quale indirizzo politico lo ha prodotto? Perché se la consulenza non serviva alle concrete necessità operative del Comune, qualcuno dovrà spiegare perché si sia tentato di affidarla. Il canile, poi, è il vero punto. Perché dietro questa vicenda c’è la gestione del canile, ciò che vi ruota attorno e ciò che si prepara per il futuro. Su questo non pensino di poter distogliere la nostra attenzione. L’attenzione resterà altissima. C’è poi il tentativo di violentare la struttura amministrativa. La politica deve dare indirizzi. Ma la struttura amministrativa deve poter lavorare nel rispetto delle norme, della legittimità e delle reali esigenze dell’Ente. E su questo va riconosciuto il ruolo del dirigente che ha corretto il tiro: la struttura non deve essere il luogo nel quale le nefandezze politiche vengono trasformate, a qualunque costo, in atti amministrativi. Chi amministra può chiedere di realizzare un indirizzo. Non può chiedere alla struttura di piegare le regole per raggiungere un risultato illegittimo già deciso. Da ex sindaco, per me questa distinzione è sempre stata fondamentale: la politica indica la direzione, la struttura verifica come percorrerla nel rispetto della legge. Ed è proprio per questo che oggi la domanda è ancora più semplice: se quella consulenza non serviva al Comune, perché si voleva affidarla? Non si è cercata una consulenza perché serviva all’Ente. Si è individuato un consulente e poi si è provato a costruirgli intorno una consulenza? E alla fine la stessa amministrazione ci dice che dietro tutto questo grande racconto sul benessere degli animali, il benessere animale non c’entrava proprio nulla. E allora era corretto chiedersi quello che ci siamo chiesti appena letta le determina revocata: Quale benessere, o di chi, era l’obiettivo? non certo quello degli animali evidentemente!
*Mario Conoci, ex sindaco di Alghero
Commenti
|
|
|
|
|
 |
|
13:00
Così da Porta terra replicano alla nota di Fratelli d’Italia sulla revoca del documento che introduceva quella che hanno definito «una consulenza d’oro» per il comune algherese
|
|
|
 |
|
19:21
Il sequestro è avvenuto a Bono: l’uomo teneva gli 8 esemplari di testudo marginata nel cortile di casa
|
|
|
 |
|
11:54
Così il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo il ritiro della determinazione dell’Amministrazione comunale sulla consulenza per esperti di benessere animale da 30mila euro l’anno
|
|
|
 |
|
8/9/2026
Per Cocco e Conoci (FdI) l’amministrazione comunale di Alghero farebbe bene a ritirare subito la determina incriminata. «Inaccettabile che con la scusa del benessere animale la sinistra cerchi il pretesto per affidare incarichi esterni costosi e fumosi»
|
|
|
|
|
10 settembre 10 settembre 10 settembre
|