Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia intervenendo sul tema dell’emergenza dello stoccaggio plastica in città e proponendo alcune alternative rispetto al Palacongressi di Maria Pia
ALGHERO - «La crisi era nota da mesi. Si valutino San Marco, Ungias-Galanté e la piattaforma dell’impianto di trattamento della posidonia. Si rifletta anche sulla requisizione temporanea in uso e su un densificatore. Il sindaco Cacciotto non può pensare di risolvere la nuova emergenza della plastica ammassando i rifiuti nell’area del Palacongressi, nel cuore della zona turistica di Alghero. È una scelta apparentemente semplice da assumere ma che contestiamo e che riteniamo sbagliata sotto il profilo ambientale, turistico e del decoro urbano»
. Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini intervenendo sul tema dell’emergenza dello stoccaggio plastica in città e proponendo alcune alternative rispetto alla struttura di Maria Pia.
«Comprendiamo la necessità di garantire la continuità della raccolta e non sottovalutiamo le difficoltà determinate dalla crisi della filiera. Ma proprio per questo è necessario individuare la soluzione meno impattante. Nonostante gli obblighi di legge non è stata verificata la disponibilità di aree industriali inutilizzate nella zona di San Marco e di Ungias-Galanté, oltre alla possibilità di utilizzare, almeno parzialmente e nel rispetto delle autorizzazioni necessarie, la piattaforma destinata alla posidonia. Occorre inoltre riflettere sulla possibilità tecnico-giuridica di procedere, laddove ne ricorrano i presupposti, a una requisizione temporanea in uso di aree private o pubbliche idonee, garantendo naturalmente le necessarie condizioni di sicurezza, tutela ambientale e il corretto indennizzo. Non diciamo che queste soluzioni siano automaticamente praticabili: diciamo che devono essere seriamente valutate e comparate prima di destinare allo stoccaggio un’area di grande pregio turistico e ambientale come quella del Palacongressi» spiegano gli esponenti dell’opposizione.
Di più: «In conformità agli spunti offerti sul tema da Forza Italia regionale, occorre inoltre riflettere sulla possibilità di dotare Alghero di un piccolo impianto di "densificazione", con un investimento nell’ordine dei 200-300 mila euro, da verificare naturalmente sulla base della capacità e delle caratteristiche tecniche. Il densificatore, dopo la selezione e la triturazione, sottopone la plastica a un trattamento meccanico-termico che ne aumenta sensibilmente la densità e ne riduce il volume a - 87,5 %, rendendo il materiale più facile da movimentare e stoccare». Secondo Tedde e alleati «il risultato sarebbe trasformare la plastica raccolta in materiale plastico recuperato, più compatto e conservabile, riducendo le necessità di spazio e movimentazione e la dipendenza dalla disponibilità immediata degli impianti di riciclo. Non si tratta quindi soltanto di trovare un posto dove mettere la plastica, ma di ridurne il volume e trasformare un problema di stoccaggio in una risorsa».
«E non si dica che il problema è improvviso. Già nel dicembre 2025 avevamo denunciato una situazione analoga, quando la fermata degli impianti di riciclo aveva costretto il Comune a individuare un’area per lo stoccaggio della plastica. Sono passati mesi e siamo ancora alle ordinanze emergenziali. Questo dimostra che la crisi era conosciuta e che, nel frattempo, la Regione e il Comune non sono stati capaci di costruire una risposta strutturale. Il Comune deve certamente garantire il servizio, ma il Palacongressi non può diventare l’icona giornalistica della crisi regionale della plastica. Alghero vive di turismo, ambiente e qualità del territorio. Cacciotto valuti tutte le alternative disponibili e scelga quella con il minore impatto sulla città. Parallelamente – concludono i consiglieri di Forza Italia – la Regione deve smettere di rincorrere l’emergenza e di scaricare le responsabilità sui comuni. Deve assumersi le sue responsabilità nell’emergenza e mettere in campo soluzioni strutturali, perché non è pensabile che ogni volta che la filiera del riciclo entra in difficoltà i Comuni siano costretti a cercare nuovi spazi dove accumulare la plastica».
Nella foto: la piattaforma dello stabilimento posidonia a San Marco
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