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Red 20 agosto 2011
Rebeccu, finale con Antonello Salis al tramonto
La musica si conferma così un appuntamento fisso della domenica, come era successo l'anno scorso con il concerto di Rita Marcotulli, e va a braccetto con le proiezioni in programma, scelte dal direttore artistico Sergio Scavio


REBECCU - Sarà il piano solo di Antonello Salis, al tramonto sul Belvedere, uno dei momenti più intensi del Rebeccu Film Festival. Domani – nell'ultima giornata dell'evento cinematografico che per tre giorni dà vita alla piccola frazione di Bonorva con un solo abitante – il jazzista di Villasor sarà ospite del festival per un concerto alle 19.30. Dietro di lui, il pubblico vedrà il sole calare sulla grande piana di Santa Lucia, accompagnato da una performance che si annuncia già freneticamente poetica, come sa essere questo grandissimo artista.

La musica si conferma così un appuntamento fisso della domenica, come era successo l'anno scorso con il concerto di Rita Marcotulli, e va a braccetto con le proiezioni in programma, scelte dal direttore artistico Sergio Scavio. La giornata di domani, domenica 21 agosto, si aprirà nel pomeriggio, con la proiezione di "Oil - Secondo Tempo", il documentario di Massimiliano Mazzotta (alle 17 nell'ostello di Rebeccu) che sarà raccontato direttamente dal regista. Il lungometraggio, realizzato a tre anni di distanza da “Oil” con cui Mazzotta aveva raccontato l’impero petrolifero della famiglia Moratti, riprende il discorso con sviluppi e ramificazioni partendo proprio dalla Saras, la raffineria di Sarroch di proprietà dei Moratti.

La storia di Mazzotta si sposta dall'Italia all'Africa, con i risvolti di una vicenda dai molti lati oscuri, mettendo in chiaro come il tema di quest'anno, "UrbanScope", sia di stretta attualità. L'analisi delle città contemporanee, guardate con occhio critico attraverso il cinema, può partire anche da un borgo medievale che forse, proprio per la sua posizione isolata, diventa il luogo perfetto per osservare e riflettere un fenomeno di cui tutti siamo parte. Marina Spada, regista del film "Come l'ombra" che chiude il festival sul grande schermo in piazza Santa Giulia alle 21:30, ha scelto di raccontare una Milano deserta e assolata in cui si intrecciano relazioni, speranze, promesse e parole non dette. La regista non concede nulla agli spettatori e porta avanti la storia con un primo piano sulle pause, i vuoti e i silenzi. Fra Soldini e Antonioni, per le vie di una città svuotata, la cinepresa si sofferma sulla psicologia dei personaggi, in un esperimento aperto a tutte le possibilità.

Anche questa ultima serata del festival (ideato da Francesco Falchi e realizzato grazie all'Arci provinciale, alla Fondazione Banco di Sardegna, al Comune di Bonorva e alla Provincia di Sassari) metterà a disposizione uno spazio per i più piccoli con "Il borgo dei bambini" e l'animazione delle ragazze di "Cocco-Trilly", così come resta la possibilità di deliziarsi con la cena rebecchese (prenotazione al numero 079 867933 oppure 347 4463995). Tutti i visitatori sono anche invitati a entrare nella storia del RFF: l'organizzazione raccoglie da qualche anno le "Facce da festival" in un archivio fotografico che crescerà insieme alla manifestazione con le immagini scattate da Stefano Marras all'arrivo nel borgo.
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