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M.C. 29 settembre 2013
Scuola, docenti Nord Sardegna in agitazione
La Flc-Cgil protesta per il taglio delle risorse e del quadro orario annuale degli insegnamenti tecnico-pratici delle scuole professionali


SASSARI - I docenti tecnico-pratici della Flc-Cgil delle province di Sassari e Olbia-Tempio hanno proclamato lo stato di agitazione per ottenere maggiori risorse per i corsi di studio dell'anno in corso. La decisione è stata ufficializzata con un comunicato emanato dalla Cgil così come preannunciato dal segretario della Flc Cgil Luigi Canalis, in seguito all'assemblea dei docenti tenuta il 24 settembre scorso nel salone Mastino della Camera del lavoro di Sassari.

La Flc protesta per il taglio delle risorse e del quadro orario annuale degli insegnamenti tecnico-pratici delle scuole professionali, falcidiate dalla riforma Gelmini-Brunetta che continua a impoverire la qualità dell'istruzione locale e nazionale. Alla riduzione delle ore di lezione, infatti, - si legge nel comunicato - si sono aggiunti nel tempo gli effetti di un significativo aumento del numero di alunni per classe e, ultimi arrivati, gli effetti della spending review che nel presente anno scolastico ha determinato l’impossibilità di ottenere una migliore organizzazione dell’attività didattica nei laboratori, negli anni passati garantita dalla creazione delle squadre di studenti.

Tale opportunità consentiva che gli alunni presenti volta per volta nei laboratori fossero in numero adeguato alle dimensioni degli stessi e alla possibilità di svolgere un'efficace attività didattica. Quest’anno, invece, molti Uffici scolastici provinciali, tra cui quello di Sassari, hanno scelto di non destinare alla formazione delle squadre le risorse che negli anni passati venivano assegnate alle scuole che ne facevano richiesta.

Questa situazione sta già producendo effetti negativi da più punti di vista. Nella didattica, innanzitutto, perché dai 15-17 alunni che entravano in laboratorio si è passati ai 25-28 attuali, con un fisiologico peggioramento della qualità d'insegnamento. Ma anche dal punto di vista della sicurezza di chi opera nei laboratori la situazione rischia di peggiorare drasticamente: quando si ha a che fare con coltelli, fornelli, affettatrici, torni, frese e altri strumenti potenzialmente pericolosi, dover vigilare su 28 alunni è molto più difficile che non farlo avendo classi composte da 15 alunni.

Va segnalato, infine, il risvolto negativo sul piano occupazionale: ogni squadra che non viene formata lascia a casa un insegnate tecnico-pratico e, magari, anche un assistente tecnico. Al termine dell'assemblea - si legge ancora - i segretari provinciali della FLC, Luigi Canalis e Franco Dore, hanno assunto due precisi impegni: a livello nazionale affinché la Federazione assuma questa battaglia nella sua dimensione strategica, ovvero quella di restituire alle scuole professionali e tecniche una adeguata caratterizzazione professionale; quello locale allo scopo di ottenere, nell’attuale anno scolastico, il riconoscimento delle risorse necessarie alla formazione delle squadre.

La decisione - emerge dal comunicato - è stata presa per arginare il progetto di drastico ridimensionamento della scuola pubblica italiana che prosegue inesorabile. Ciò denota l’esistenza di una duratura convergenza delle forze politiche italiane verso un progetto che ha due obbiettivi fondamentali e uno collaterale; il primo è quello di ridimensionare il ruolo complessivo dello stato sociale, a favore di una sostanziale privatizzazione di ambiti e settori decisivi e strategici della vita democratica; il secondo è quello di ridurre sempre più il ruolo che storicamente la scuola pubblica ha svolto nel processo di emancipazione del popolo italiano dalla sua cronica ignoranza, processo che rischia di subire un forte ridimensionamento.

Quello collaterale, che in realtà viene spacciato come l’unico, seppur doloroso movente, è infine quello di rimettere in ordine i conti dello stato. La pretestuosità di questa motivazione - termina la nota invaita dalla Cgil - appare evidente solo a guardare le cifre irrisorie di tale presunto risparmio. Nei prossimi giorni la Flc-Cgil provinciale di Sassari e di Olbia-Tempio si riservano di adottare tutte le forme di protesta che riterranno più opportune per raggiungere i loro obiettivi.
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