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Red 15 luglio 2009
Crisi Chimica: «Cappellacci contesti il Governo»
Prima viene la Sardegna poi il centrodestra, ha fermamente dichiarato Beppe Pisanu esortando all'unità. «Noi non dobbiamo essere disposti a cedere neanche di un millimetro». Per Renato Soru il presidente Cappellacci dovrebbe dimettersi


ALGHERO - Non si fermano le proteste in tutta l'Isola per l'annunciata chiusura del Petrolchimico di Porto Torres. Scioperi e manifestazioni in molti centri e occupazione dell'aeroporto Riviera del Corallo di Alghero, con molti passeggeri rimasti a terra e tensione alle stelle. A Cagliari, intanto, vanno in scena i numerosi interventi di politici, di entrambi gli schieramenti, e forze sociali rappresentate dai sindacati, nell'assemblea speciale convocata per discutere sulla terribile crisi che investe la Chimica in Sardegna.

Presente anche il senatore Beppe Pisanu, che ha sottolineato l'assoluta necessità di avere un presidente della regione determinato. «Siamo una regione debole e marginale rispetto ai grandi processi economici e finanziari che si stanno organizzando – ha detto - per questo il modo migliore di difenderci è quello di unire le forze e la volontà. L’unità che stiamo costruendo è facile e incerta ma è già preziosa. Sarà meglio coltivare e far crescere questa unità nel segno del bene comune».

Pisanu ha detto di non farsi illusioni sull’esito di questa battaglia ma che non si può avere successo senza unità. «Noi sardi dobbiamo essere uniti nel chiedere sostegno al governo nazionale. Questa richiesta ferma deve essere affidata al presidente Cappellacci - ha precisato - al quale chiediamo di andare avanti con determinazione fino al punto di contestare fermamente il governo nazionale perché – ha sostenuto - prima viene la Sardegna poi il centrodestra. Noi non dobbiamo essere disposti a cedere neanche di un millimetro».

Sferzante anche l'intervento dell'ex Governatore Renato Soru, che si è chiesto cosa rimarrà di tutta questa discussione e cosa arriverà a Berlusconi e Scajola. Per Renato Soru, Berlusconi non può solo “aprire tavoli” ma deve intimare all’Eni di non chiudere gli stabilimenti isolani. Ormai tutto il settore industriale è in crisi nonostante le promesse fatte dal centrodestra in campagna elettorale. Per questo, per Soru, il presidente Cappellacci si deve dimettere. Prima di concludere Renato Soru ha ricordato che tra qualche mese ci sarà una scadenza importante e che la Sardegna rischia di perdere ogni anno 1 miliardo e 600 milioni di euro.

Nella foto il senatore Beppe Pisanu
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