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Antonio Sini 22 aprile 2005
Contratto del pubblico impiego, silenzio disarmante
La posizione del Governo, nota, e quella di Confindustria, preludevano al blocco dell’intera stagione contrattuale per il lavoro pubblico e privato


ROMA - Dopo la pausa elettorale si sperava in una ripresa delle trattative, invece ora è crisi del Governo. Rimane irrisolta la vertenza del rinnovo del CCNL dei lavoratori pubblici. Contrariamente agli impegni assunti dal Governo nell’incontro a Palazzo Chigi con le categorie e i Segretari Confederali CGIL – CISL – UIL, non è stato convocato alcun tavolo contrattuale mentre è continuato un dibattito mediatico pasticciato e confuso sui limiti e le modalità dell’eventuale rinnovo. Ad aggravare questa situazione, nelle ultime giornate, si sono aggiunti gli interventi di Confindustria e un susseguirsi di proposte da parte di singoli esponenti o consiglieri tecnici del Governo, sulla opportunità di accompagnare od addirittura unificare la trattativa per i CCNL a quella sul nuovo modello contrattuale. Appare in ogni caso necessario attivare una specifica iniziativa nei confronti di tutte le controparti pubbliche, ad iniziare dalla rappresentanza delle regioni e dei comuni responsabili del CCNL di centinaia di migliaia di lavoratori pubblici e dei servizi. Peraltro occorre ribadire e chiarire, che allo stato attuale, la proposta del Governo (ex), che offriva non indistintamente 95 euro per tutti, ma, ad esempio, 85 euro per gli statali ministeriali, 74 euro per gli enti locali, e non è dato sapere quanto per le sanità, è inaccettabile. Nel sottolineare che i due temi sono e devono restare distinti, ribadiamo la convinzione che i contratti vadano rinnovati in base all’attuale sistema, mentre la trattativa sul nuovo modello dovrà essere fatta per tutto il lavoro pubblico e privato e non certo solo per il settore pubblico, a partire dalle conclusioni della commissione confederale unitaria. Osserviamo infine come in realtà la posizione del Governo, e quella di Confindustria, preludevano al blocco dell’intera stagione contrattuale per il lavoro pubblico e privato e come a fronte di questo, che appare un rischio sempre più evidente, la vertenza per il rinnovo del CCNL del settore pubblico va ricompresa, certo con le sue specificità, in una valutazione più generale sulla fase che le Confederazioni dovranno a nostro avviso fare nei prossimi giorni. Con la crisi di Governo in corso su tutto è calato un silenzio desolante, fra lo stupore dei lavoratori che prima delle elezioni erano stati pervasi da promesse purtroppo disattese.
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